Attenzione
«Quella scelta di dare il controllo al privato»
Polemiche dopo l’assenza di Toscana Aeroporti al taglio del nastro. Un precedente negli anni Novanta
PISA. Anche se il comunicato stampa da parte di Toscana Aeroporti è stato soft. E anche se i promotori hanno fatto di tutto per non rispondere evitando di alimentare la polemica, l’assenza dei vertici della società degli aeroporti all’inaugurazione del PisaMover ha fatto rumore. Anche all’indomani le tensioni covano sotto la cenere. A Palazzo Gambacorti, sede del Comune, di certo non l’hanno presa bene. Parlano di «esagerazione», posto che il vero problema sia “solo” lo spostamento dei bus che collegano il Galilei con Firenze nei parcheggi del PisaMover anziché, come succedeva finora, nello spazio aeroportuale. «Ciò la dice lunga sulla scelta di consegnare al privato il controllo totale del sistema aeroportuale», la battuta del deputato Paolo Fontanelli (Pd), strenuo oppositore di quel tipo di fusione e ora impegnato «soprattutto - dice - ad impedire che nella piana di Firenze si realizzi un’opera costosa, dannosa e poco utile. Spero che in settimana il governo risponda all’interrogazione che abbiamo presentato sulla questione della valutazione d’impatto ambientale».
Di fatto, al di là della vicenda dei bus, restano tutti i dubbi di una rivalità mai sopita tra i due scali, con Firenze che chiede certezze sui 100 milioni di contributo pubblico per ammodernare Peretola promessi dall’allora premier Renzi. Forse una forma di pressione, l’assenza al PisaMover? Certo è che, quando si tratta di aeroporti, Firenze proprio non butta giù i successi di Pisa. Tanto che più di un pisano ricorda di qualcosa di simile accaduto all’inizio degli anni Novanta. In particolare in occasione dell’inaugurazione del terminal dell’aeroporto di Pisa a Santa Maria Novella. Un’iniziativa allora unica in Italia. Ebbene, all’inaugurazione non partecipò alcuna autorità fiorentina, tranne un assessore regionale. I presenti (pisani) rimasero tutti di sasso, soprattutto gli amministratori di allora, il presidente Ezio Corucci e il direttore Alessandro Carrozza, che si batterono strenuamente con Ferrovie per quella realizzazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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