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parla il caposquadra

La forte corrente e la bassa temperatura insidie per i pompieri

La forte corrente e la bassa temperatura insidie per i pompieri

SAN GIULIANO TERME. Ivan Ferrari (del nucleo Sommozzatori) è il caposquadra dei vigili del fuoco che per tutta la giornata di ieri hanno operato nel Serchio all’altezza del ponte di Ripafratta. È...

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SAN GIULIANO TERME. Ivan Ferrari (del nucleo Sommozzatori) è il caposquadra dei vigili del fuoco che per tutta la giornata di ieri hanno operato nel Serchio all’altezza del ponte di Ripafratta. È stato lui a coordinare le operazioni di una domenica di lutto e di dolore per i colleghi intervenuti da Pisa, Livorno e Firenze. Inizialmente, dopo aver individuato l’auto finita nel fiume, nel giro di qualche ora si è proceduto all’estrazione dall’abitacolo della Passat dei due giovani senza vita, portandoli a riva e consegnandoli agli operatori del servizio di rimozione funebre della Pubblica Assistenza. Successivamente, si è pensato alla macchina. Mentre cominciavano lungo le sponde a valle le ricerche del disperso, nel pomeriggio è iniziato l’intervento per portare fuori dal fiume la Volkswagen.

«Si è trattato - ci spiega Ferrari - di un lavoro piuttosto complesso, anche perché in questo particolare tratto di fiume la corrente sul fondo è abbastanza forte. Per fortuna, la visibilità è buona, se ci si fosse trovati in Arno sarebbe stato tutto un altro discorso. In acqua abbiamo operato con una squadra formata da quattro persone, due rimasti in superficie a bordo di un canotto ancorato all’auto e due sott’acqua. Questi ultimi si sono comportati come se si trovassero di fronte ad un incidente lungo una strada, cioè hanno liberato dalla morsa delle lamiere i due corpi avvalendosi di utensili tradizionali come piede di porco e cesoie».

L’intervento è stato diviso in due. Nella prima parte sono stati portati in superficie i due cadaveri, successivamente si è lavorato sul recupero dell’auto. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno infatti avuto bisogno di qualche ora di riposo a causa della temperatura dell’acqua, ancora particolarmente bassa.

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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