Il Tirreno

Pisa

7 orfani nel giorno della festa del papà

di Pietro Barghigiani
7 orfani nel giorno della festa del papà

Scatta un piano di sostegni psicologici per mogli e figli Alcuni bimbi ignorano la disgrazia, altri si sono chiusi

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SAN GIULIANO TERME. Nel giorno della festa del papà sette bambini diventano orfani.

Un dolore che non arriva a tutti allo stesso modo. E che piega in due mogli e familiari dei tre romeni, da anni domiciliati a Ripafratta, due dei quali recuperati nell’auto volata nel Serchio e il terzo sparito nelle acque del fiume.

Il vicesindaco Franco Marchetti, sul posto con il sindaco Sergio Di Maio, ha contattato i servizi sociali per un aiuto immediate alle famiglie. Un sostegno psicologico. Lo strazio urlato delle donne, tenute a distanza dal luogo dell’incidente, è una colonna sonora che per tutto il giorno ricorda una tragedia che sgomenta.

«Ci siamo mossi subito per garantire un minimo di conforto a queste famiglie» spiega Marchetti. I cugini Nicolae e Cristea (disperso) avevano due figli a testa, mentre Mircea era arrivato a tre. Sette bambini a cui da ieri mancherà il papa e ai quali andrà spiegato perché non lo rivedranno mai più.

Nell’arco della giornata centinaia di persone si sono assiepate lungo le spallette, lato Ripafratta, per assistere alle operazioni di recupero dei corpi e dell’auto, una Volkswagen Passat, dal Serchio.

Tra di loro, unite in una disperazione da brividi, ci sono le donne di casa. Se gli uomini in un orgoglio maschile mostrano il dolore con gli occhi bagnati di lacrime, la parte femminile esplode in preghiere e imprecazioni gridando i nomi di chi è prigioniero in un abitacolo a cinque metri sott’acqua. I figli anche se non capiscono quello che è successo, percepiscono che i tormenti delle mamme alla fine riguardano anche loro. Non solo ieri, ma soprattutto da oggi e per il futuro.

Le psicologhe sono arrivate nel primo pomeriggio. Dalle 10 i sommozzatori dei vigili del fuoco sono stati impegnati fino a quando il sole ha dato i suoi sprazzi di luce.

«Hanno fatto merenda con i bimbi – spiega Marchetti –. Li hanno fatto giocare, cercando di alleggerire una situazione davvero straziante».

L’approccio di chi sa come gestire simili momenti è stato delicato. Diverse le reazioni dei bimbi. Qualcuno ha realizzato cosa era avvenuto nel fiume, ma non lo ha detto apertamente. Né ha chiesto spiegazioni. Altri si sono chiusi in un silenzio che neanche le psicologhe hanno potuto scalfire. Assistere per un giorno intero al pianto delle rispettive madri e non vedere i papà è uno choc che andrà metabolizzato. Ci vorrà tempo e l’affetto di una famiglia.

«Non so dove erano stati, né da dover stavano arrivando – spiega Cociu Cristea, cognato di Marius Nicolae –. Non posso credere che sia successa questa tragedia».

«Esprimo il cordoglio personale e come sindaco alle famiglie colpite dal lutto – dichiara il sindaco Di Maio –. Il Comune sarà vicino, come già dimostrato oggi, (ieri, ndr) ai parenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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