Il Tirreno

Pisa

Il prossimo passo è l’asse Pisa-Firenze

di Francesco Loi
Il prossimo passo è l’asse Pisa-Firenze

Filippeschi rilancia: «Collegamenti veloci con il capoluogo»

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PISA. «Oggi con l’avvio dell’esercizio del PisaMover chiudiamo la prima parte di una bella storia e ne apriamo una seconda altrettanto importante». La prima corsa del PisaMover, la navetta stazione-aeroporto, non è il solito taglio del nastro. Sicuramente per il rilievo dell’opera inaugurata ieri, un investimento da oltre 70 milioni di euro. Ma soprattutto non può essere il “solito” taglio del nastro per Marco Filippeschi, sindaco in scadenza di mandato, il secondo consecutivo, e come tale non più ricandidabile.

E allora il suo discorso con la fascia tricolore sulla giacca prende un altro significativo. Un altro sapore. E’ un taglio del nastro che marchia a fuoco dieci anni alla guida di Palazzo Gambacorti. E’ anche altro però perché volutamente Filippeschi imposta il suo discorso non girato verso il passato, ma rivolto al futuro. Come dire: ecco la visione di città, inserita nel più contesto regionale, nazionale, europeo, che lascio a chi verrà dopo.

Le sottolineature sono ripetute. Quasi rivolto all’eurodeputato David Sassoli, dice: «Siamo molto alti nella classifica delle città che hanno beneficiato dei fondi europei. E abbiamo già nuovi progetti in cantiere: per primo quello per collegare la stazione e il centro storico alla parte nuova della città e al nuovo ospedale che nei prossimi anni verrà ultimato con un moderno sistema di mobilità collettiva. Stiamo cercando le linee di finanziamento. Ci faremo vivi». Il riferimento è alla busvia stazione-Cisanello o comunque ad un sistema di collegamento in sede protetta.

Poi insiste: «Oggi entriamo nel secondo tempo di una storia. Sì, perché l’avvio del PisaMover e l’apertura dei grandi parcheggi scambiatori nel cuore di un nodo intermodale di trasporti di grande valenza (Fi-Pi-Li, autostrada, statale Aurelia, aeroporto, ferrovia, Sesta Porta e canale navigabile dei Navicelli, è un punto di partenza e non solo d’arrivo».

Ma quale nuova fase dovrebbe essere indotta da una navetta seppur moderna? «Apriamo una nuova fase perché c’è l’obiettivo del potenziamento, della velocizzazione e del miglioramento qualitativo delle connessioni ferroviarie tra Pisa e Firenze: obiettivo centrale dell’accordo di programma e ragione dell’ottenimento del finanziamento. Ma non solo: dare un senso compiuto al sistema aeroportuale regionale e rendere sempre più accessibile alla Toscana costiera l’alta velocità ferroviaria». Quello dei collegamenti con Firenze è il punto principale da sviluppare. «Di questo - prosegue il sindaco ho parlato in questi giorni con l’ingegner Renato Mazzoncini, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato. E abbiamo discusso anche di come modernizzare la stazione centrale, oltre il binario 14. Visto che il Comune ha ottenuto dal governo un finanziamento di 18 milioni, con il recente bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza, destinato proprio alle aree esterne alla stazione che hanno bisogno di un radicale cambiamento».

Ma è sempre rivolta verso Firenze la visione prospettica che Filippeschi ha riguardo alle politiche di sviluppo di Pisa: «Sì, perché è tra Firenze e Pisa, lungo la valle dell’Arno, che si manifesta con la sua forza, con le imprese innovative ed i distretti, con i grandi servizi qualificati e con tante giovani intelligenze, la vera area metropolitana di dimensione europea della Toscana». In conclusione, più a Sassoli il messaggio è al ministro Graziano Delrio: «Noi dobbiamo batterci perché sia messo in programma, dopo le misure urgenti che servono oggi, un grande investimento di dimensione nazionale per un collegamento ferroviario superveloce e per un forte aumento della capacità di trasporto, a favore di tutte le domande differenziate da soddisfare sull’asse Pisa-Firenze».

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