Il Tirreno

Pisa

Blitz antagonista contro il Pd

Blitz antagonista contro il Pd

Incappucciati si sono presentati nella sede del partito per attaccare uno striscione di protesta

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PISA. Si sono presentati all’improvviso, incappucciati e “armati” di carta e colla. Il necessario per appiccicare sulla parete uno striscione con su scritto “È tempo di riscatto”. È questo, nella sostanza, il blitz “antagonista” messo in atto ieri mattina ai danni della sede pisana del Pd. A renderlo noto è stato il segretario provinciale Massimiliano Sonetti. «Il nostro partito è stato vittima di un blitz "antagonista" - ha detto - da parte di alcuni soggetti incappucciati che hanno incollato alcuni fogli che componevano uno slogan titolato "È tempo di riscatto". Non è la prima volta che accade. A parte il danno materiale provocato al muro della sede, ci teniamo a precisare che prendiamo fermamente le distanze da questo gesto. Come democratici siamo sempre pronti ad ascoltare sulle situazioni di disagio che la crisi si porta dietro. L'impegno del Pd e del Governo è improntato proprio in questa direzione. Si può anche non essere d'accordo, ma ogni forma di dissenso deve esprimersi civilmente».

Parole di condanna sono arrivate dal parlamentare Pd Federico Gelli: «Non credo che il riscatto si possa ottenere diventando dei vandali, ma credo piuttosto attraverso un confronto a cui il Partito Democratico non si è mai sottratto» commenta. «Diventa difficile però - conclude Gelli - potersi confrontare con chi preferisce nascondersi sotto un cappuccio e dare sfogo a frustrazioni personali che poco hanno a che vedere con il senso di comunità e lo spirito di solidarietà che accomuna chi vive nel nostro Partito». «Si tratta di gesti d'intolleranza e intimidatori che possono essere l'avvisaglia di fatti più gravi - ha detto il sindaco, Marco Filippeschi - Serve che l'autorità giudiziaria intervenga per individuare gli autori di reati e sono certo che le forze dell'ordine garantiranno la massima vigilanza preventiva». «Quanto accaduto - ha aggiunto il consigliere regionale Antonio Mazzeo - è l'ennesimo inaccettabile gesto da parte di chi crede che si possano imporre le proprie idee con le minacce e nascondendosi dietro un cappuccio».

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