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Pisa

Universo di emozioni con il tributo a Renato dei Pianeta Zero

Universo di emozioni con il tributo a Renato dei Pianeta Zero

Il frontman e voce del gruppo è Federico Cammarata «La mia non è voglia di imitare, la vocalità è naturale»

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PISA. Non ditegli che sono una coverband. E chi li ha sentiti, lo sa.

Loro sono i Pianeta Zero e suonano domani al Palacongressi. Sul palco non ci sarà Renato Zero ma lui, Federico Cammarata, 39 anni, nato in quel di Pistoia ma con la Sicilia nel sangue. Da sette anni, Cammarata e la sua band girano lo Stivale con uno spettacolo unico. Federico è il frontman del gruppo, anima e corpo dedicata al canto e a uno dei più grandi autori della musica italiana.

«Sarà la tua rovina o la tua fortuna» ricorda Cammarata. A parlargli così, alla veneranda età di 15 anni, sono state le sue maestre di canto. A cosa si riferivano? «Alla mia vocalità. Uguale a quella di Renato Zero. Io a stento ne avevo sentito qualche canzone. Anche distrattamente. Non ero mai stato a un suo concerto». Rovina o fortuna, in che senso? «Senza alcuno sforzo, senza alcuna voglia di imitare chicchessia, avevo la stessa vocalità di Renato. E le maestre non me lo dissero subito. Però vidi che erano, non so, come dire, stupefatte, incredule. Solo dopo diverso tempo mi dissero che cantavo come Renato Zero, e durante le prove non si cantava di certo suoi brani. E pensare che avevo iniziato a suonare il pianoforte».

Cammarata non ha mai incontrato Renato. Si è limitato a vedere due concerti all'anno negli ultimi venti anni. La vita non è stata generosissima con Cammarata. Aveva appena otto anni quando suo padre è morto.

«Mia madre non ce la faceva da sola a tirare avanti la famiglia – racconta –. Allora ho fatto mille mestieri. L'idraulico e poi sono andato in fabbrica. Ho dovuto fare mille mestieri. Il mestiere, quello vero lo avevo in testa; volevo fare della mia passione, la mia professione. Ed è stata durissima». Dire che oggi, Cammarata, ce l'abbia fatta, non si può; un artista non si sente mai arrivato. Però il suo successo, quello di Pianeta Zero, lo spingono a calcare lo stesso palcoscenico. C'è un momento, nella vita di una band, di un pittore, di uno scrittore in cui capisci che non puoi tornare indietro: «Per noi è stato durante un concerto a Grosseto. Avevamo appena finito di suonare quando vedo salire sul palco una persona. Non l'ho riconosciuta, Lui si è presentato. Era Gianpiero Facchini, il fratello di Renato. Ci ha fatto i complimenti, era quasi commosso. Tutta la band ha capito che avevamo in qualche modo scollinato». Avuto il lasciapassare da Facchini, era fatta. «Macché. Tutta la vita è un provino» dice Cammarata che si mette sempre in discussione. Così come ha messo in discussione i musicisti che sono andati a comporre i Pianeta Zero. «Non volevo dei semplici bravi musicisti che conoscevano il repertorio, no proprio no. Volevo degli artisti che avessero la passione per il progetto, che fossero degli interpreti coinvolti in quello che si andava a suonare. Ed è stato dura trovarli». Cammarata sarà affiancato sul palco da quattro musicisti, ovvero Enrico Chicco Angeloni alla batteria, Oliviero Cini alla tastiera, Marco Sassetti al basso e Thomas Bottaini alla chitarra. «Sul palco c'è Federico ed i Pianeta Zero. Renato non c'è. Ma c'è il suo repertorio che spazia da "Amando amando" a No mamma no" fino ad arrivare a Rivoluzione". Cambi di scena e di vocalità saranno all'insegna dell'evento, in cui saranno coinvolti anche gli allievi del coro dell'Accademia Area 23 Live di Lucca diretta dalla docente Mary Filizola. Un'importanza particolare rivestiranno gli abiti, creati appositamente per Pianeta Zero così come Renato Zero agli esordi disegnava appositamente i suoi abiti.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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