Italia
Un pisano su 30 non dorme bene
Sempre più soggetti con problemi. Anche la patente diventa a rischio
PISA. I pisani non dormono molto bene. Una persona su trenta, in media, presenta frequenti e fastidiosi disturbi del sonno. Sono soggetti che, sovente obesi, russano molto forte a causa anche della particolare condizione del palato molle e vanno incontro a pause del respiro, anche prolungate (sindrome delle apnee notturne, Osas). Ne può risentire l'afflusso di sangue al cervello e, inoltre, il sonno è di cattiva qualità. Una delle conseguenze è che, già al mattino, la giornata non comincia nel modo giusto: compare una certa stanchezza e, soprattutto, l'impossibilità a frenare brevi attacchi di sonno, perché quantità e qualità del riposo non sono sufficienti. E, man mano che passa il tempo, la situazione si fa più complessa. Nasce così un problema medico, ma anche sociale, di sicurezza. Tante di queste persone si mettono necessariamente alla guida dell'auto, del camion, della moto. Non possono infatti permettersi di fermarsi sul lavoro, quindi per loro, ma anche per chi sia fuori casa, il rischio di rimanere coinvolte in un incidente è elevato. Bisogna dunque riferire al medico di fiducia del forte russamento ed iniziare a valutare la situazione con specifici esami, prima che sia troppo tardi.
«La sonnolenza - spiega Enrica Bonanni, responsabile del Laboratorio del Sonno alla Clinica Neurologica dell'Università diretta da Ubaldo Bonuccelli - compromette la capacità di guida ed è causa e dà un contributo agli incidenti stradali per il 20%. Si verificano prevalentemente nelle prime ore del mattino o del pomeriggio, mancano i segni di frenata e la collisione è frontale o con ostacolo fermo. Infine, per la mancata reazione del guidatore, tendono ad essere più gravi e spesso mortali. Il motivo più frequente è la sindrome delle apnee notturne con un rischio ben maggiore. Chi ne è affetto, viaggiando in auto a 130 chilometri orari, impiega mediamente 22 metri in più per frenare rispetto ad un soggetto normale. Anche il “quasi” incidente (ad esempio, una frenata di fronte ad un ostacolo visto all'ultimo momento) si correla con un incremento del rischio in pazienti affetti da Osas. Altri fattori che possono ulteriormente aumentare l'eccessiva sonnolenza - sottolinea ancora Bonanni - includono la deprivazione di sonno e l'impiego di farmaci sedativi e/o di alcool. Questi fattori addizionali potrebbero essere di particolare rilievo nei guidatori professionisti. Sembra legittimo - precisa ancora Bonanni - disciplinare l'accesso alla patente di guida in tali soggetti. Una nuova direttiva europea annovera l'Osas tra le patologie che limitano il rilascio della patente. Chi ne soffre deve dichiararlo. La stessa cosa deve fare chi sa di essere un forte russatore. La valutazione spetterà alla Commissione medica locale (Cml)».
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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