Il Tirreno

Pisa

Stazione Marconi verso il recupero E Coltano si rilancia

di Francesco Loi
Stazione Marconi verso il recupero E Coltano si rilancia

Avviato l’iter per il passaggio di proprietà dal Demanio al Comune: all’interno un museo e la sede di start-up

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COLTANO. «Dal primo marzo è cominciato l’iter per il passaggio della Stazione Marconi dal Demanio al Comune di Pisa. Forse ci siamo davvero», dice Antonio Dell’Omodarme, presidente della Proloco di Coltano. Siamo all’interno della Villa Medicea. Paola Balestri, consigliera della Proloco, sottolinea il senso di appartenenza e l’orgoglio dei residenti. La storia del borgo rurale, il lavoro della terra, la rabbia per l’incuria, «il dispiacere perché qui prima ci abitavano oltre mille persone e ora siamo circa quattrocento». Ma la svolta per la Stazione Marconi, con il progetto di recupero e poi trasformazione in museo delle telecomunicazioni e sede di start-up, riaccende l’orgoglio. Quello alla base del lavoro dei volontari della Proloco, nata due anni fa «per mettere in evidenza i problemi della zona, ma anche per e promuovere il territorio con le sue bellezze naturali e le sue prestigiose aziende agricole», racconta Dell’Omodarme.

E’ chiaro che la Stazione Marconi rappresenta il simbolo più forte. La leva per il rilancio di Coltano, dopo gli anni della cooperativa Le Rene, poi fallita. «Qualcosa si vede già, sono stati aperti vari ristoranti, B&b e anche il circolo Arci ha cominciato a fare ristorazione». Nella Bottega dei Medicei, un’iniziativa della Proloco, si vendono prodotti di Coltano e del Parco, dalla frutta alla verdura, dal miele alla carne di chianina. La svolta resta il recupero della Stazione Marconi, da anni c’è l’idea, poi sono arrivati i soldi, un milione dal bilancio comunale e 1,3 milioni promessi dalla Regione. Ma senza il passaggio di proprietà tutto resta al livello delle buone intenzioni.

Era il 1908 quando re Vittorio Emanuele III concesse a Guglielmo Marconi l’utilizzo di oltre cento ettari a Coltano per costruirvi la prima stazione radiotelegrafica italiana. Che entrò in funzione nel 1911 sotto la gestione della Reale Marina Militare con lo scopo di collegare l’Italia con le proprie colonie e il resto del mondo. Nel 1931 da qui partì il segnale radio che accese le luci a Rio de Janeiro del Cristo Redentore quale dimostrazione di Marconi dell’importanza delle comunicazioni radio intercontinentali. Attualmente sono presenti, oltre all’impianto di trasmissione Rai (del 1952) ancora in parte funzionante, la palazzina Marconi in stato di completo abbandono e altri ruderi. Niente invece resta della seconda stazione radio, negli anni Trenta considerata tra le più potenti d’Europa. «Siamo entrati in contatto con la Fondazione Marconi e la principessa Elettra, figlia di Guglielmo, verranno qui», annuncia Dell’Omodarme, che aggiunge: «Abbiamo lavorato con Università, Sant’Anna e Normale per pensare al museo e alla sede delle start up. Dovremo sottoscrivere un accordo di programma tra Comune di Pisa, Fondazione Marconi e Proloco Coltano per assegnare la gestione ai nostri volontari». Dell’Omodarme guarda anche oltre: «La Villa Medicea tornerà un punto di riferimento. Pensiamo che l’edificio “Stalle del Buontalenti” possa essere attrezzato per ospitare al piano superiore appartamenti per studenti e sotto laboratori».

Le idee hanno già riflessi Oltremanica. Una si conta di concretizzarla a breve: l’attivazione di “Radio Marconi”, in collegamento con Londra. «Un progetto in collaborazione con Filippo Baglini, fondatore di LondonONEradio, la prima radio italiana indipendente di Londra», svela il presidente della Proloco. Baglini, 43 anni, cresciuto a Pontasserchio, è laureato all’Università di Pisa in Fisica nucleare, ma soprattutto appassionato di giornalismo. Si può dire che Londra sia la quinta città “italiana” dopo Roma, Milano, Napoli e Torino: secondo i dati del consolato generale, nel 2015 gli italiani nella capitale britannica erano circa 250mila. Da qui l’idea di una radio per la comunità tricolore. «È un vero peccato che la Stazione sia ridotta così - ha detto di recente Baglini al Tirreno -. Potrebbe essere una meta culturale per gli studenti e non solo. Marconi il primo segnale radio lo mandò dalle coste britanniche. E’ un esempio per tutte le radio del mondo ed è anche uno dei fondatori della Bbc». Proprio la Bbc «sta producendo un documentario su Coltano e la Stazione Marconi. Forse stiamo iniziando a vincere la scommessa», dice Dell’Omodarme. Una battaglia vinta come quella contro la centrale a biomasse che doveva essere costruita nei pressi della villa. La Proloco aveva fatto ricorso al Tar. «Avrebbe cambiato tutto Coltano - conclude Balestri-, non era giusto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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