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Cantieri di Pisa tra una nuova crisi e lo sbarco dei cinesi

PISA. Nel maggio 2015, al termine di quella che è passata alla storia come una delle più lunghe e complesse vertenze a livello regionale, alzarono le braccia al cielo in segno di vittoria. A distanza...

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PISA. Nel maggio 2015, al termine di quella che è passata alla storia come una delle più lunghe e complesse vertenze a livello regionale, alzarono le braccia al cielo in segno di vittoria. A distanza di due anni, i lavoratori dei Cantieri di Pisa rischiano ancora una volta di doverle incrociare in segno di protesta. Una nuova crisi sta per abbattersi sullo storico marchio della nautica pisana, acquistato e sottratto al fallimento dalla Mondomarine spa, il cantiere savonese specializzato nella costruzione di yacht di alta gamma che si è aggiudicato la gara per l'acquisizione dei Cantieri di Pisa indetta dal Tribunale di La Spezia. Che, nei giorni scorsi, ha chiesto di avviare la procedura per l'attivazione della cassa integrazione a zero ore per i 33 lavoratori impiegati negli stabilimenti della darsena pisana e per l'intera forza lavoro (76 lavoratori) degli storici cantieri Campanella di Savona che nel 2015 hanno festeggiato cento anni di attività.

«I problemi sembrano essere di natura finanziaria», spiega Nicola Triolo, segretario della Fillea-Cgil di Pisa. Nello stabilimento nautico sono presenti attualmente due barche, la cui costruzione «è bloccata - aggiunge il rappresentante sindacale - per la mancanza di materiali». Una terza imbarcazione è invece in fase di ultimazione. L'improvvisa crisi del gruppo guidato da Alessandro Falciai e Roberto Zambrini (che ha una divisione anche a Monaco dove hanno sede gli uffici commerciali e marketing) avrebbe portato anche a ritardare i pagamenti alle aziende dell'indotto. La delicata situazione della Mondomarine spa e, in particolare quella dei Cantieri di Pisa, sarà al centro di un tavolo convocato dalla Regione Toscana su richiesta dei sindacati che si terrà lunedì prossimo al centro per l'impiego di Pisa. All'incontro saranno presenti i rappresentanti dei lavoratori, l'amministrazione comunale e Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente della Regione Enrico Rossi. Oltre ad analizzare l'attuale situazione, il tavolo stabilirà anche le iniziative da intraprendere. Il sindacato ha chiesto l'attivazione degli ammortizzatori sociali ed in particolare l'applicazione dei contratti di solidarietà, ma la società avrebbe respinto ogni alternativa alla cassa integrazione. «Ci sono commesse che assicurano lavoro fino al 2020 - aggiunge Triolo - ma l'attività, dopo la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli stabilimenti, si è fermata. Per mandarla avanti occorre qualche milione di euro: finanziamenti che per il momento il gruppo non riesce a sostenere».

Le difficoltà potrebbero però trasformarsi in un boom di commesse e lavoro con lo sbarco sul mercato asiatico, attraverso l'ipotesi di ristrutturazione e ricapitalizzazione del gruppo con l'ingresso di un imprenditore cinese che sarebbe interessato ad investire nel settore e avrebbe già iniziato a studiare bilanci e documenti della società. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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