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Assalto alla sala stampa: sette a processo

Assalto alla sala stampa: sette a processo

Tafferugli dopo Pisa-Pontedera del 2013. Tre ottengono la messa alla prova con lavori di pubblica utilità

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PISA. Tre hanno chiesto e ottenuto la messa alla prova. Per altrettanti imputati, causa difetto di notifica, gli atti tornano alla Procura. Restano in quattro nel processo scaturito dall’assalto alla polizia, con irruzione nella sala stampa dell’Arena Garibaldi, dopo Pisa-Pontedera del 6 ottobre 2013. A distanza di quasi tre anni e mezzo dall’episodio, ieri in Tribunale le sorti dei dieci imputati hanno preso strade diverse.

Dario Gemignani, 30 anni, di Lajatico (condannato anche nel processo per i tafferugli a Empoli prima di Pisa-Brescia, ndr); Helmut Baroni, 40 anni, di Pisa e Jacopo Fastelli, 24 anni saranno messi alla prova come richiesto dai legali, tra i quali l’avvocato Salvatore Grillo. Un istituto giuridico, tra i riti alternativi, quello della messa alla prova che consente da un lato la sospensione del processo e dall’altro l’estinzione del reato in caso di valutazione positiva al termine del periodo fissato dal Tribunale.

Il giudice Eugenia Mirani ha disposto nei confronti dei tre tifosi otto ore settimanali per la durata di otto mesi al servizio della collettività attraverso lavori di pubblica utilità.

Per i pisani Enrico Ciulli, 47 anni, Vieri Bottai, 40 anni e Alessio Guerriero, 32 anni il giudice ha stralciato le posizioni trasmettendo gli atti alla Procura per nuove notifiche.

Il processo entrerà nel vivo con le deposizioni dei testi dell’accusa (pm onorario Massimiliano Costabile) in programma a maggio 2018 per gli imputati Alessandro Bertoncini, 28 anni, originario di Pontedera; Alessio Messineo, 29 anni, di Pontedera; Alessandro Santoni, 23 anni, di Pisa e Francesco Lazzerini, 36 anni. Saranno agenti e funzionari della polizia a sfilare in Tribunale e anche il personale dell’istituto di vigilanza privata delle Guardie di Città presente al momento di quello che per la Digos fu un attacco violento anche contro gli uomini in divisa.

I sette rinviati a giudizio (ma anche i tre messi alla prova) sono accusati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti contudenti. Fotografie e video dei poliziotti sono alla base delle denunce poi sfociate nel processo.

Il 6 ottobre 2013 in campo il Pisa fu sconfitto 2-1 dai “cugini” del Pontedera. La rabbia dei tifosi non fu innescata tanto dal risultato. La causa scatenante fu il ritardo accumulato durante il sistema di prefiltraggio che anticipa il passaggio ai tornelli.

Secondo la versione dell’accusa, un gruppo di tifosi dopo essere entrato in sala stampa fu “spinto” fuori dalla polizia contro la quale vennero lanciati trofei e sedie. Una minoranza reagì scagliando contro gli scudi degli agenti in assetto antisommossa quello che trovò sulle mensole della sala. Tutto filmato dalla Digos. Ora è diventato un processo.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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