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Spunta precedente con un risarcimento di oltre 12mila euro

Spunta precedente con un risarcimento di oltre 12mila euro

CALCI. «Si parla tanto in questi giorni dei maltrattamenti ai danni dei giovani ospiti della Stella Maris a Montalto di Fauglia, tra non poche polemiche, ma questa triste realtà c'è sempre stata. Mio...

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CALCI. «Si parla tanto in questi giorni dei maltrattamenti ai danni dei giovani ospiti della Stella Maris a Montalto di Fauglia, tra non poche polemiche, ma questa triste realtà c'è sempre stata. Mio figlio è una delle vittime. Basti pensare che ha riportato anche gravi ferite. Ad un certo punto, noi genitori dicemmo basta. Presentammo un circostanziato esposto alla Procura della Repubblica di Pisa e tutto finì in tribunale. La magistratura seguì un percorso complesso e complicato, anche per le troppe omertà, ma alla fine prese atto di come stessero le cose. E condannarono la fondazione Stella Maris riconoscendone le responsabilità. Ci dettero ragione con un risarcimento di quasi 12mila euro, che noi abbiamo devoluto in beneficenza, nello specifico ad altri istituti meritevoli».

A parlare è un pensionato residente con la famiglia in Valgraziosa. Oggi c’è soddisfazione per il cammino fatto dalla giustizia, dopo un’esperienza amarissima e dolorosissima.

Quel ragazzo disabile fu ovviamente trasferito e oggi ha 31 anni. Ora si trova a Santa Caterina di Collesalvetti, dove, dicono e ripetono i genitori, si trova molto bene.

Il pensionato della Valgraziosa cita gli estremi della sentenza del tribunale, sezione civile, in cui si riconosce che “le lesioni sono dipese dalla responsabilità della fondazione Stella Maris” e si specifica la condanna “a risarcire i danni patiti in euro 11.864, oltre alla rivalutazione e agli interessi calcolati come da motivazione e le altre spese dei consulenti tecnici d’ufficio”.

La ricostruzione dei fatti nelle parole del padre del disabile: «Il calvario cominciò nel 2006 e solo nel 2015 c'è stato il pronunciamento a palazzo di giustizia. L'avvocato che ci ha assistiti è Annalisa Cecchetti, dell'associazione disabili di Sant'Ermete. Troppo tempo è passato in un intreccio complicato e complesso. Il particolare più vergognoso è che si sono registrati almeno tre episodi dolorosi. Una volta al pronto soccorso dell'ospedale fu diagnosticato a mio figlio un trauma cranico con perdita di un testicolo. E ci fu anche un aspetto squallido, quando si cercò di infangarci affermando che tutto era successo a casa. Incredibile».

Il pensionato auspica che babbi e mamme dei ragazzi sfortunati denuncino con fermezza e puntualità le situazioni negative. E che si installino dovunque le telecamere proprio per documentare i fatti. La conclusione: «I ragazzi non possono essere scambiati come merce o peggio ancora prodotti di scarto. Loro sono persone. Dobbiamo percepire tutta la positività che ci danno con un sorriso».

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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