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Pisa

I prof fanno ricorso al Tar contro l’accorpamento

I prof fanno ricorso al Tar contro l’accorpamento

La battaglia al tribunale amministrativo promossa dai docenti dell’Itis da Vinci contrari alla “fusione” con l’Ipsia Fascetti che mette a rischio alcuni posti di lavoro

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PISA. I docenti dell'Itis da Vinci hanno presentato un ricorso al Tar contro l'accorpamento dell'istituto con l'Ipsia Fascetti.

A rivolgersi al tribunale amministrativo sono un centinaio di insegnanti che chiedono, in questo modo, la sospensione delle delibere regionali e provinciali che prevedono la fusione delle due scuole: una decisione intrapresa senza interpellare gli organi collegiali dei due istituti, i rappresentanti del personale (docente e non docente) e le organizzazioni sindacali provinciali della scuola. Essi - dicono i professori - «non hanno preso parte ad alcun percorso di concertazione e non hanno potuto esprimersi, con pareri o proposte, sulla soluzione dell'accorpamento, prima proposto dalla Provincia e poi approvato dalla Regione. Nessun percorso procedimentale di condivisione delle decisioni è stato intrapreso, calpestando le più elementari garanzie di partecipazione riconosciute dall'ordinamento».

La richiesta dei docenti e del personale ata che hanno avviato il ricorso ha ottenuto l'appoggio di due genitori di studenti dell'Itis, visto che «non è stato possibile valutare le vere problematiche sottese ad una tale scelta, che si riflettono, oltre che su un eventuale accorpamento degli organici dei docenti, su questioni di sicurezza ed igiene, ma anche e soprattutto sull'occupazione del personale tecnico ed amministrativo che in ragione dell'accorpamento risulta essere soprannumerario».

Uno dei timori, dunque, riguarda la perdita di posti di lavoro. Secondo i calcoli dei ricorrenti, sono a rischio almeno una decina di lavoratori delle due scuole.

Questa preoccupazione è stata affrontata nella riunione della terza commissione permanente del Comune di Pisa, tenutasi martedì scorso alla presenza dei dirigenti della Provincia Giovanni Viale e Genoveffa Carluccio e dell'assessore comunale Marilù Chiofalo.

L'argomento di discussione era stato presentato da Maurizio Nerini, consigliere di Noi Adesso Pisa, che da tempo si occupa della questione e che ha chiesto delucidazioni sull’accorpamento contestato. «La fusione tra l'Ipsia e l'Itis non appare non effettuato con lo stesso iter degli altri - dice Nerini, riferendosi alle passate discussioni sull'unione tra il liceo classico Galilei e l'Itc Pacinotti - Vengono tagliati posti di lavoro. Urge prendere delle decisioni a tutela del lavoro e della dignità dei lavoratori delle scuole, pensando soprattutto alle fasce più deboli». La settimana scorsa, sulle colonne del Tirreno, Nerini aveva chiesto al presidente della Provincia la sospensione della delibera che prevede l'accorpamento, come atto di autotutela. Questo iter di accorpamento è oggetto anche dell'interrogazione presentata dal consigliere provinciale Marco Rusconi. «La delibera provinciale è stata preparata da noi tecnici e illustrata ai politici - ha affermato Carlucci - Tra le motivazioni dell'accorpamento c'è la vicinanza dei plessi, laboratori simili, un passaggio più facile degli studenti tra i due istituti; la somiglianza delle complementarietà e un numero di alunni adeguato. Il Fascetti ha perso ottanta studenti nel giro di due anni ed è previsto l'aumento del numero minimo degli studenti da seicento ad ottocento per avere la cosiddetta autonomia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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