Il Tirreno

Pisa

Assolto imprenditore accusato di violenza su una dodicenne

PISA. È impossibile stabilire se quella bambina abbia davvero interpretato i suoi gesti come atti sessuali (ai danni di un minore). Se da quel terrazzino di fronte a casa le stesse chiedendo di...

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PISA. È impossibile stabilire se quella bambina abbia davvero interpretato i suoi gesti come atti sessuali (ai danni di un minore). Se da quel terrazzino di fronte a casa le stesse chiedendo di alzarsi la t-shirt e fargli vedere il seno. Quelle rivelazioni, fatte al padre, con le quali raccontava dell’anziano che la stava importunando, potrebbero essere state il frutto di un condizionamento, per quell’abitudine in famiglia ad apostrofarlo come «il maniaco».

Per questo ieri mattina è stato assolto (giudice Luca Salutini, a latere Donato D’Auria e Paola Giovannelli) con formula piena un imprenditore edile di 67 anni, residente in provincia di Pisa. Era accusato di aver molestato una minore di 12 anni e soprattutto di averlo fatto in un periodo, tre anni fa, in cui era ancora sotto processo con per un’accusa più grave, cioè aver abusato di una bambina di 6 anni, costringendola a toccarlo nelle parti intime. Un procedimento, quest’ultimo, arrivato in appello e dove i giudici hanno ridotto da 8 a 4 gli anni la condanna nei confronti dell’uomo, e per cui comunque si attende ancora il giudizio definitivo in Cassazione.

Per la vicenda discussa ieri in aula è stata la pm Flavia Alemi a chiederne l’assoluzione. Secondo il sostituto procuratore, oltre all’influenza della famiglia, c’erano anche alcune discrepanze nel racconto della ragazzina a scagionare l’anziano. Inizialmente, infatti, ha raccontato di averlo sentito chiederle di scoprirsi, poi invece ha parlato di una richiesta che l’uomo avrebbe espresso solo a gesti. «Io ricordo solo che mia figlia corse verso di me piangendo, choccata per quest’uomo che dal terrazzo l’aveva molestata, chiedendole di scoprirsi. Inoltre è stato visto molte volte guardare verso la finestra della cameretta di mia figlia - ha detto in aula il padre della minore - Ed era impossibile equivocare, il terrazzo è più in basso della finestra di casa, per guardarla bisogna farlo intenzionalmente». Un’intenzionalità che però non è stata dimostrata. Come ha sostenuto durante la discussione anche il legale dell’anziano, Andrea Di Giuliomaria. Anche lui ha chiesto l’assoluzione piena proprio in ragione dell’assenza di prove.

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