Il dolore
Pd, Sonetti è il nuovo segretario
Tiene l’accordo con i “ribelli” sul renziano L’ira di Mazzeo: «Fontanelli fatti da parte»
PISA. Su una delle nulle hanno trovato il suo nome. «Oh, c’è uno che ha votato Poalo Fontanelli», urlano i militanti addetti alla conta. In fondo al salone da ballo s’alza una risata, in un angolo si increspa un ghigno, sotto il palco i renziani s’adombrano. Lunedì sera, quasi mezzanotte, circolo Arci di Pisanova, l’assemblea provinciale del Pd ha appena eletto Massimiliano Sonetti nuovo segretario provinciale.
Sarà lui il traghettatore, lui l’uomo dell’«unità» evocata anche ieri dal suo mèntore politico, il deputato Federico Gelli. Lui l’uomo della ricomposizione in vista della vera resa dei conti, rimandata al congresso di novembre. L’hanno votato in 138, 28 schede bianche, 21 nulle, anche se sulla carta gli unici a non accordargli la fiducia durante i negoziati degli ultimi giorni siano stati (una ventina) gli ex civatiani. E sarà pure una burla, ma nessuno dei dem arrivati all’Isola Verde può nascondersi che quella scheda somigli molto ad una specie di monito oltre che ad un post-it sulle ferite non ancora rimarginate.
Il fantasma dello scissionista numero uno, il nume tutelare della minoranza che ancora tiene in pugno un pezzo di partito dall’esterno del partito, aleggia per tutta la sera. Perché dell’accordo con cui renziani e TtR (i Tutti tranne Renzi) sono riusciti a restituire una guida al Pd pisano, dopo i tre mesi di vuoto lasciati dalle dimissioni di Alessio Lari, l’ex leader cittadino della SinistraDem è probabilmente il principale ispiratore. A Sonetti, ex vicesindaco di Pontedera e gelliano di ferro, va la segreteria, ad ex (ma forse neanche tanto) fontanelliani, lettiani, bersaniani, rossiani andranno le deleghe chiave. È stato il sindaco di Bientina ed ex rossiano Corrado Guidi, ad esempio, a suggerire il nome di Paolo Panattoni per la tesoreria, ottenuta con 125 voti. E nei prossimi giorni i “ribelli” dovrebbero indicare a Sonetti i nomi di altri esponenti dell’esecutivo. La SinistraDem potrebbe proporre come vice Andrea Marchetti (ma molto dipende dal santannino, potrebbe fare un passo indietro per non bruciarsi un’opportunità a novembre), i lettiani Paolo Cipolli agli enti locali, mentre l’assessore al sociale di Pisa Sandra Capuzzi sarebbe intenzionata a diventare responsabile dell’organizzazione.
I negoziati fra le anime TtR sono affidati a Alessandra Nardini, appena diventata coordinatrice provinciale delle mozione Orlando. Sarà lei a confrontarsi con Sonetti e con Gelli. Il deputato renziano esce dal circolo frizzante. «Massimiliano lavori da subito per superare la logica delle correnti». «Riprendiamo a parlare di politica, a confrontarci sulle mozioni», esorta Maria Chiara Cazrrozza. «Ma si assicurino spazi di democrazia interna, si dia agibilità al dissenso», chiede Andrea Ferrante. Sul palco, invece, la chiusura di Antonio Mazzeo è quasi un cazziatone collettivo.
Derubrica la scissione a una «divisione». Perché «questa è la cifra della spaccatura - dice - sono 348 quelli che hanno rifiutato la tessera». Insomma, dati in linea col passato. Poi attacca Andrea Pieroni. «Le interviste e le illazioni fatte da certi dirigenti sul tesseramento fanno male, con il morto entrato per errore fra gli iscritti siamo andati sull’Haffington Post».
Ma soprattutto chiede a Fontanelli di fare un passo indietro: «Al Lingotto Fassino ci ha dato un insegnamento. Anche a Pisa chi ha fatto la storia del territorio si metta di lato e ci accompagni. Di Paolo ho una stima enorme, ma non si fanno le uscite personalistiche. Ci dica con chiarezza che vuole restare nel campo del centrosinistra e che vuole, prima di parlare di primarie, stare insieme su una idea condivisa e comune di città, sennò rischiamo di perdere Pisa, Massimiliano, la perdiamo».
E non è un caso che solleciti il nuovo segretario provinciale. La sua vittoria è quella di Gelli, e la leadership di Mazzeo in qualche modo ne esce opacizzata. Ma soprattutto se il giovane consigliere regionale è un ortodosso del renzismo, il parlamentare pisano ne è un interprete più dialogante. È stato lui il primo ad aprire all’idea di Fontanelli. «Sì alle primarie di coalizione», ha detto pochi giorni dopo la proposta dell’ex sindaco. Non è un caso che fra i TtR, all’uscita del circolo, si ironizzi sul patto. «Guai a fare allusioni, mi sono fatta un selfie - dice la lettiana Ylenia Zambito - Ho votato Sonetti, posso dimostrarlo». «Come ben noto - rincara un altro (ex?) fontanellian, Francesco Nocchi - non deve temere noi».
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