Sicurezza
Olio senza anti-rabbocco, ristorante multato
Controllo dei Nas in un pubblico esercizio. Trovate sul bancone quattro bottiglie prive del “tappo”
PISA. I Nas stanno effettuando diversi controlli nelle attività di ristorazione del centro storico.
Particolare attenzione sulla normativa, entrata in vigore nel novembre 2014, che obbliga gli esercenti di dotarsi di tappo anti rabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva messi a disposizione dei clienti. E proprio in occasione di uno di questi controlli, avvenuto nei giorni scorsi intorno alle 8 di mattina, un ristorante è stato sanzionato per la presenza di quattro bottiglie d'olio "fuori legge".
«Hanno trovato quattro confezioni di olio sul bancone senza tappo anti rabbocco - spiega la titolare -, confezioni comunque con regolare etichettatura. Questo alla fine di un controllo capillare in tutto il locale che non aveva riscontrato alcun problema». Adesso i titolari riceveranno la multa con l'importo della sanzione che la legge fissa da 1.000 a 8.000 euro.
La Confesercenti pisana, informata dei controlli dei Nas, ha provveduto a ricordare a tutte le attività di somministrazione di alimenti come la normativa imponga l'obbligo di utilizzo solo di confezioni di olio con tappo anti rabbocco.
«Si tratta di una normativa che l'Italia ha recepito dall'articolo 18 della legge comunitaria del 2013 - spiega il responsabile area pisana Simone Romoli - introdotta con lo spirito di tutelare la produzione di olio extra vergine di oliva, garantendo quindi produttori e consumatori. Con questa legge, che prevede sanzioni fino a 8.000 euro e la confisca del prodotto, non ci potranno essere più dubbi sull'origine dell'olio servito visto che in tavola dovranno esserci solo bottiglie dotate di tappo in modo da evitare 'allungamenti'».
Il testo della legge prevede infatti che «gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell'etichetta».
«Una legge che ha avuto un parto difficile - conclude Romoli - soprattutto perché all'inizio non dava nessuna indicazione sulla tipologia del tappo anti rabbocco. La nostra associazione è dovuta intervenire a livello nazionale per avere chiarimenti sulla normativa a tutela delle imprese».
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