Sicurezza
«Chiamatelo Armandino, lui è come nostro padre»
La proposta delle figlie di Armando Tofani, storico timoniere delle regate pisane cresciuto e purtroppo deceduto sulle sponde del fiume che tanto amava
Una intera classe di una scuola cittadina, giovani, meno giovani, uomini e donne. Tutti scrittori ispirati dal delfino dell’Arno. Che in moltissimi casi ha fatto riscoprire la poesia, in italiano e in vernacolo, regalando ai nostri lettori piacevoli componimenti.
Ecco qua una nuova rassegna di testi inviati nell’ambito del concorso “Racconta il delfino e vinci con il Tirreno”.
Ir derfino
degli alunni della classe V scuola primaria Dante Alighieri - insegnante Adriana De Ranieri
“Un derfino
deve ave' preso la via sbagliata,
in Arno è finito
invece che ar mare!
Lui da tutti si fa vede',
sarta e un sembra punto smarrito
ansi gli garba un sacco
FASSI NOTA'!
I turisti un vanno più a vede'
la Torre, il Domo e ir Battistero
in piazza dei Miraoli!
Ma si fermano
in sull'argine
a aspetta' lui
ormai l'è diventato
più famoso di Pinocchio.
Ogni tanto gioa a rimpiattino,
sparisce e riompare
ome una "Starre"!
Sono andati a intervistallo
l'han trovato in compagnia,
d'un muggine e d'un par di spigole
per non di delle anguille
che gli stan d'intorno
insieme alle cee,
che son diventate spece protetta!
Ar microfono di canale cinquanta ha detto:
Un lo so mia perchè mi son smarrito,
si vede preferisco ir dorce ar salato
mi son rincitrullito io!
Sempre bene un pole andà,
prima o poi in mare,
mi toccherà tornà!
Ma a Livorno un ci voglio fini'
un abbiano a scambiammi
per una triglia er mangiammi cor cacciucco.
Preferisco prende' la rotta verso Genova
anche se so' tirchi
e rischio di diventa' secco allampanato”.
Ascolta il mio grido
di Liana Palla
“Sei venuta a portare
il ricordo del mare
che anch'io ho lasciato
ma non cesso di amare.
Sei lontano dal gruppo
dall'acqua natia,
ma cosa t'han'fatto
per voler venir via?
Risali in un fiume
che illude il tuo cuore,
perché ha sul fondo
un salino sapore.
Inneggia la gente
che sta' sulla sponda,
ma è un grido che mente
non il suono dell'onda.
Vai controcorrente,
il mare hai lasciato
ma i veri amori
non hai più trovato
né l'acqua azzurra
o gli stupendi fondali
dove andavi guizzando
e verso il cielo saltavi.
Delfino ormai ramengo,
non sfidare la sorte,
ascolta il mio grido:
"non cercare la morte!!!"”.
Il delfino a Pisa
di Paolo Nardi
“Sei entrato in Arno, dolcemente
inseguendo bocconcini prelibati,
hai risalito pian piano la corrente
finché sei stato visto dalla gente;
poi, rimanendo qui per molto tempo,
sei diventato divo più di altri
e la notizia ha fatto gran scalpore
han scritto più di te che della torre.
Perchè sei qui? È la domanda mia
vuoi forse dirci che laggiù nel mare
i maledetti sonar ti fan disorientare?
O forse cerchi un angolo di pace,
nel quale rimanere a riposare?
Ma tu non sai che il fiume quando scorre
raccoglie l'acqua che viene giù dal monte
e quando piove, diventa minaccioso,
stanziare qui, per te è pericoloso!
Di certo questo tu non lo sapevi
e forse pensi: il fiume mi ha tradito
lasciandomi malconcio e assai ferito
o fiume che parevi mio amico.
Or con un velo di malinconia
dovranno ricondurti là nel mare;
ma nei pisani hai impresso nei ricordi
un emozione da non dimenticare”.
Il nostro delfino
di Sofia Scacciati
“Il delfino in Arno va'
a tutta velocità,
va' verso la città
a portar felicità,
va' sereno
verso l'arcobaleno,
su e giù su e giù
sempre di più.
Vai in mare con i pesci.
Vai! Che son freschi”.
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