C’è l’ok del questore «Trasferiamo la sede in piazza Vittorio»
Francini d’accordo con il prefetto Visconti sull’ipotesi di spostare gli uffici da via Lalli alla ex sede della Provincia
PISA. Finora non si era espresso e nessuno lo aveva annunciato pubblicamente. C’era stata la proposta del prefetto Attilio Visconti in un vertice con le forze dell’ordine e il Comune, ma nulla di ufficiale. Spostare le insegne della polizia più vicine alla stazione avrebbe reso tutta l’area più sicura, il centro nevralgico della microcriminalità cittadina sarebbe diventato molto meno appettibile per spacciatori, rapinatori, borseggiatori.
Adesso c’è un primo “sì” all’operazione, quello del questore Alberto Francini. Se arrivasse l’ok dal Viminale, lui non si opporrebbe all’ipotesi di trasferire la questura in piazza Vittorio Emanuele II. Anzi. «Sarebbe un’operazione a costo zero - dice - e farebbe bene anche a noi dal punto di vista dell’organizzazione degli uffici». Ma Francini precisa: «Il trasferimento non servirebbe ad assicurare maggiore sorveglianza, quella zona è già presidiata». Ma «la struttura che ospita gli uffici della questura, anche alla luce del considerevole aumento del flusso degli extracomunitari e dei profughi che quotidianamente frequentano l'ufficio permessi di soggiorno, risulta oggi gravemente insufficiente», aggiunge il questore in un comunicato. Così, conferma, da mesi insieme al prefetto sta analizzando l’ipotesi di poter spostare la sede della questura da via Lalli nella sede della Provincia. Per farlo, la Polizia dovrebbe poter far affidamento sul vicino ex parcheggio della Ctt. «Ovviamente non spetta a noi decidere - dice il questore - ma al prefetto e al ministero dell’Interno e questo «è il solo motivo per cui questa ipotesi è stata presa in considerazione». Anche perché, annuncia Francini, da due settimane hanno allargato l’orario di copertura delle pattuglie in zona stazione. «Per tre giorni alla settimana - spiega Francini - non si limitano più alla fascia oraria che a dalle 8 alle 20, ma arrivano fino a mezzanotte». Per riuscirci, però, non c’è stato nessun incremento di risorse o di organico. «Abbiamo dovuto rimodulare il servizio e spalmare volanti e auto dei carabinieri su un orario più lungo, rinunciando a un po’ di copertura nel pomeriggio». Oggi infatti sono impegnate sulla zona della stazione e le vie limitrofe due pattuglie della polizia di Stato (una volante e un pattuglia squadra mobile in abiti civili), una ordinaria dei carabinieri, una dei carabinieri nucleo antiterrorismo, una pattuglia della Guardia di finanza, spesso con cane antidroga al seguito, due pattuglie dell'esercito “Strade sicure” e una della polizia municipale. Forze che se finora venivano impegnate nel corso della giornata fino alle otto di sera adesso devono coprire un arco di tempo più lungo. E sono due pattuglie dei carabinieri a sobbarcarsi i turni serali nella zona, lasciando alla polizia altri quadranti della città.
Mesi fa fu il sindaco Marco Filippeschi a chiedere un posto fisso di polizia alla stazione, anche in vista di una possibile crescita degli utenti con il People Mover. Adesso ci siamo, sabato partono le prime corse. È chiaro dunque che, seppure il trasferimento della questura non aumenti direttamente la vigilanza, potrebbe costituire di per sé un deterrente molto forte per arginare scippi, risse, aggressioni, spaccio e furti che contraddistinguono l’area da anni.
Mario Neri
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