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“Uniti per Calci” all’attacco del sindaco

“Uniti per Calci” all’attacco del sindaco

CALCI. «Chiediamo scusa ai cittadini calcesani se non siamo riusciti a tenerli costantemente informati su quello che sta accadendo fuori e dentro il palazzo comunale, ma questa amministrazione è...

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CALCI. «Chiediamo scusa ai cittadini calcesani se non siamo riusciti a tenerli costantemente informati su quello che sta accadendo fuori e dentro il palazzo comunale, ma questa amministrazione è attivissima nel cercare di nascondere colpevolmente la verità».

Le pesanti dichiarazioni appartengono al gruppo consiliare “Uniti per Calci”, formato da Paolo Lazzerini, Giulio Messerini, Valter Mignani e Maila Mangini. L’opposizione si era mossa dopo che sul Tirreno era apparsa la notizia del blitz della Guardia di Finanza (il nucleo di polizia tributaria) in Comune. «Abbiamo chiesto un incontro urgente - spiegano i consiglieri di “Uniti per Calci” - con il segretario generale Fulvio Spatarella e il sindaco Massimiliano Ghimenti per avere delucidazioni su quanto accaduto e ci siamo confrontati, anche in maniera molto dura, su una serie di questioni ancora aperte sui cui tardano ad arrivare notizie ed aggiornamenti. Solo dopo la nostra insistenza, infatti, il segretario generale e il sindaco hanno dovuto confermare che la polizia giudiziaria ha fatto visita al Comune di Calci per acquisire della documentazione. Esiste il segreto istruttorio e, al momento, non pretendiamo di sapere i motivi e le modalità di questa operazione, pretendiamo però la massima trasparenza e l'informazione su tutto quello che accade all'interno del palazzo comunale. La richiesta di riservatezza da parte degli organi investigativi, timidamente avallata dal sindaco, non può in nessun caso rappresentare un valido motivo per non tenere informato il consiglio, tramite la conferenza dei capigruppo, su eventi di tale portata. Questo sindaco - aggiungono - non è molto incline alla trasparenza. Quindi, la dobbiamo fare noi. La vicenda del “falso architetto” è, infatti, ancora un capitolo aperto: l'ex responsabile dei lavori pubblici risulta a tutt'oggi in malattia e sulla sua testa non pende alcun provvedimento disciplinare da parte dell'ente. In compenso, gli hanno pagato il premio di produttività. Aspettiamo forse che vada in pensione e tutto cada nel “dimenticatoio”? Ma gli organi investigativi, forse, non sono dello stesso parere».

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