Gioco
«Inutile spostare la questura nel palazzo della Provincia»
PISA. «A chi persiste poi nel volere trovare attraverso il "trasloco della questura" le soluzioni legate alla dirompente escalation di criminalità nel quartiere stazione, il Siulp risponde che non...
PISA. «A chi persiste poi nel volere trovare attraverso il "trasloco della questura" le soluzioni legate alla dirompente escalation di criminalità nel quartiere stazione, il Siulp risponde che non solo tale soluzione non risolve i veri problemi ma ne creerebbe degli altri e ribadisce che il ventilato trasloco della questura nell'ex palazzo della Provincia non ha ricevuto alcun ok da parte del prefetto, come si vuol far credere che, invece, l'ha ritenuta una soluzione da prendere in esame al pari di altre».
Così Vito Giangreco, segretario provinciale del Siulp risponde indirettamente al collega sindacalista Claudio meoli del Silp Cgil, secondo il quale portare la questura in piazza Vittorio Emanuele sarebbe un deterrente contro la microcriminalità.
Secondo Siulp è necessario procedere su due fronti: la diffusione della cultura della legalità e il potenziamento delle forze di organico, a partire da quelle della polizia,
«Solo attraverso un'oculata coniugazione di attente misure di prevenzione e repressione si possa riportare nella città della torre la tanta auspicata serenità dei cittadini abitanti in ogni zona di Pisa – spiega Giangreco –. Senza un piano coordinato delle varie forze di polizia, senza i necessari strumenti legislativi idonei che portino a tempi processuali accettabili e pene certe, e senza maggiori forze in campo, più giovani, i risultati saranno affidati sempre alle solite declamazioni populiste e demagogiche di chi affida le soluzioni, forse per un briciolo di notorietà, a proclami quali "Sulla strada e fuori dagli uffici tutti gli operatori delle Forze dell'Ordine", ignorando che i poliziotti pisani (come gli altri tutori delle forze dell'ordine) assegnati alle attività d'ufficio svolgano costantemente anche attività esterna, sia perché la sicurezza non è solo una questione "muscolare" ma necessita di una organizzazione assai complessa, senza la quale si rischierebbe la paralisi di qualsiasi attività».
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