Finanza
Strade imbrattate scatta la denuncia
Il Comune procederà contro i responsabili dei vandalismi al corteo dell’8 marzo e dell’occupazione in via Garibaldi
PISA. Avranno uno strascico in tribunale, là dove saranno riconosciuti i responsabili, due episodi collegati al maxi corteo dell’8 marzo: l’imbrattamento di strade e facciate di palazzi con impronte e murales lungo il percorso della manifestazione, e l’occupazione dello stabile - di proprietà comunale - in via Garibaldi di cui una parte dei manifestanti riunite nell’ “Assemblea delle donne in lotta” mercoledì scorso ha preso possesso per difendere il diritto alla casa, in particolare per le donne, spesso negato.
A dare comunicazione dell’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale e una nota del Comune.
«L'8 marzo, nel percorso del corteo della manifestazione nel centro di Pisa, alcuni partecipanti hanno imbrattato strade e muri con impronte di vernice color fucsia, molto evidenti ed impattanti sul decoro della città - spiega l’amministrazione nella nota - L’amministrazione comunale ha dovuto di conseguenza disporre un idoneo servizio di rimozione di tale imbrattatura per un costo provvisoriamente stimato in 3.600 euro salvo maggiori spese».
«L’amministrazione comunale - fa sapere quindi il nComune - lunedì presenterà alla Procura una denuncia contro ignoti, corredata di documentazione fotografica, per il reato di cui all'articolo 639 del codice penale e per tutte le altre fattispecie di reato che l'autorità giudiziaria riterrà di individuare nei fatti rappresentati». Insomma una denuncia per “deturpamento e imbrattamento di cose altrui, che in questo caso sono beni della collettività.
«Sempre l'8 marzo - continua il comunicato dell’amministrazione comunale - alcune persone si sono rese responsabili dell'occupazione di una struttura di proprietà comunale situata in via Garibaldi. L’amministrazione comunale ha presentato formale denuncia alla Questura di Pisa secondo l'articolo 633 del codice penale con la richiesta di immediato rientro nelle disponibilità dell'immobile». Il reato che potrebbe essere contestato agli occupanti è appunto quello di “invasione di edifici”, nello specifico lo stabili - un ex centro di accoglienza - lasciato in stato di abbandono e divenuto vero e proprio contenitore di rifiuti di ogni genere.
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