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Pisa

Case del Popolo tre ipotesi di lavoro per il loro rilancio

Case del Popolo tre ipotesi di lavoro per il loro rilancio

Appello del circolo Arci di Putignano a Regione e sindaco «Svolgono un ruolo sociale che deve essere difeso»

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PISA. Tre spunti per ridare slancio e un futuro alle Case del Popolo. La proposta è firmata da Carlo Scaramuzzino, presidente del circolo Arci Putignano, ospite da settant’anni della locale Casa del Popolo. La sua è una lettera/appello inviata quasi un mese fa soprattutto al presidente della Regione Enrico Rossi e al sindaco di Pisa Marco Filippeschi, oltre che ai vertici provinciali dell’Arci e della Cgil. Ancora non sono arrivate risposte, mentre si avvicina l’appuntamento del 18 marzo con la Notte Rossa.

«Da tempo il nostro circolo - premette Scaramuzzino - è impegnato, insieme all’Arci di Pisa e alla Cgil, a costruire un progetto di riqualificazione culturale ed identitaria delle numerose Case del Popolo ancora presenti nel territorio pisano». Le quali, aggiunge, continuano a svolgere funzioni non indifferenti, ricoprendo «un ruolo di presidio sociale e del territorio» e inoltre rappresentando «un pezzo fondamentale del sistema del welfare locale, senza che vi sia un reale scambio con le istituzioni».

Alle prese con la dura necessità di far quadrare i conti dei loro bilanci, «le Case del Popolo - avverte ancora una volta Scaramuzzino - vivono giorno dopo giorno una lotta faticosa per la sopravvivenza. Un aiuto sostanziale per vincere questa lotta quotidiana può avvenire soltanto dalla condivisione di un’ipotesi di lavoro sostenuta da tutte le realtà territoriali ed istituzionali e dalla presidenza della Regione, che pure da tempo afferma l’importanza di una ripartenza proprio dalle Case del Popolo per riaffermare e far conoscere ai giovani le tradizioni democratiche, sociali e culturali della Toscana».

Proprio i giovani sono al centro di uno dei punti per un rilancio delle Case del Popolo proposti da Scaramuzzino, ovvero «un’iniziativa delle istituzioni locali che faccia incontrare i nostri circoli con le numerosissime associazioni giovanili che non dispongono di propri spazi e che potrebbero ridare vitalità ai grandi spazi delle nostre strutture in parte sottoutilizzate». Altro punto, «una ricostruzione storica del grande patrimonio democratico, culturale ed anche architettonico delle Case del Popolo e dei presupposti che ne hanno determinato la nascita dopo la lotta di Liberazione». Infine, ma non meno importante, il terzo punto: «Una politica di fiscalità locale che riconosca le caratteristiche e le specificità delle Case del Popolo».

Partendo da queste considerazioni l’auspicio di Scaramuzino di dare inizio ad un lavoro comune e da qui un invito alle istituzioni perché si facciano «promotrici di un incontro tra tutti i soggetti interessati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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