Attenzione
Condannato esattore: si intascava le tasse dei Comuni
Nuovo verdetto da 3 anni di reclusione per un imprenditore pisano. Con lo stesso metodo ha trattenuto per sé denaro a enti locali in tutta Italia
PISA. Ormai s'è perfino fatto una fama. Lo conoscono quasi in tutta Italia, Massimo Manzerra. Così faceva con tutti: incassava soldi come esattore e, dopo un po', li tratteneva invece di girarli ai Comuni per conto dei quali chiedeva ai cittadini tasse e tributi. L'imprenditore pisano, 74 anni a giugno, confidava nella legge. Secondo le regole degli appalti che vinceva, infatti, in caso di intoppi si sarebbe potuto limitare a sborsare un «minimo garantito». E per un po' gli è andata bene, poi è diventato ingordo e ha cominciato a intascare anche il "minimo". Così, Manzerra è diventato un collezionista di inchieste e condanne. Da Benevento a Lastra a Signa, dal lago di Garda alla Sardegna, procure e magistrati contabili lo "inseguono" da anni. Ieri è arrivata l'ultima. Peculato. A quelle precedenti, dovrà aggiungere una pena da 3 anni e due mesi. Stesso verdetto, peraltro che i giudici avevano emesso ad aprile scorso. Anche in quell'occasione l'ex titolare della Digep di Ospedaletto aveva dovuto rispondere del medesimo reato e il Comune considerato parte offesa era nella provincia di Frosinone. Questa volta le accuse erano collegate a tre amministrazioni della provincia di Verona, Garda, Bovolone e Buttapietra. I giudici hanno di fatto confermato i risultati delle indagini coordinate dal pm Giovanni Porpora. Dal 2008 al 2010 l'imprenditore aveva smesso di trattenere solo una quota dalle imposte incassate da cittadini e imprese del veronese sulle affissioni pubblicitarie e sulle insegne commerciali versando il resto ai Comuni, come prevedevano i contratti siglati con le amministrazioni, ma si prendeva tutto.
Non girava più nulla agli enti di cui era solo un esattore. In sostanza, si è intascato soldi pubblici: 47 mila al comune di Garda, 86mila a Bovolone, 36 mila a Buttapietra. Oltre alla reclusione (anche se la pena verrà scontata in regime alternativo), la corte lo ha condannato a restituire a i soldi a Garda, l'unico Comune costituitosi parte civile. Gli altri si erano premuniti. Avevano fatto firmare a Manzerra delle fideiussioni a garanzia degli importi attesi dalle tasse. I fatti risalgono al triennio 2008-2010, e l'imprenditore è riuscito a risparmiarsi la condanna per il primo semestre del 2010 versando metà del minimo garantito fissato dall'appalto con Garda, e cioè appena 4.700 euro. Ma il meccanismo usato al nord, nella tipologia dei comportamenti, ricalca altre condotte contestate all'imprenditore pisano, dal Comune di Lastra a Signa, (una sentenza della Corte dei conti lo aveva condannato a risarcire l'ente con 600.000 euro) a quello di Benevento. In Sardegna, al Comune di Selargius, la Corte dei conti aveva riconosciuto il risarcimento di 40.720 euro chiesto alla curatela fallimentare della Digep. Nel dicembre 2012 Manzerra fu anche arrestato per peculato e turbativa d'asta nell'ambito di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza campana. All'origine dell'inchiesta c'era un esposto della Cgil su presunte violazioni delle norme in materia contributiva e previdenziale per i lavoratori. A Benevento, la Digep Srl aveva vinto l'appalto per la riscossione dei tributi. Solo che la gara era stata poi annullata per una serie di inadempienze come il mancato versamento delle somme dovute alle scadenze fissate nel contratto. Ieri si è chiuso l'ennesimo filone processuale aperto sempre per lo stesso reato, ripetuto in serie in varie parti d'Italia.
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