Il Tirreno

Pisa

«Cascina è un segnale Sinistra Italiana un’alternativa netta»

«Cascina è un segnale Sinistra Italiana un’alternativa netta»

Il pisano Nicola Fratoianni è da un mese segretario nazionale «Verso le comunali 2018 seguendo la strada già tracciata»

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PISA. È figlio unico di padre molisano e madre garfagnina. Nicola Fratoianni però si sente pisano a tutto tondo, perché qui è cresciuto, ha studiato al liceo scientifico Buonarroti, si è laureato in filosofia al collegio Ricci. Spesso torna a trovare i genitori, che abitano in via Sant’Antonio. Fratoianni lo scorso 19 febbraio, a Rimini, è stato eletto segretario nazionale di Sinistra italiana. Cosa vi fa pensare di non essere l’ennesimo partitino della sinistra? «Ogni nuova esperienza può sembrare l’ennesimo partitino a sinistra. Il punto però è di cosa parli e che cosa fai. Penso solo che Sinistra Italiana sia la casa di tutti coloro cui bolle il sangue quando leggono che l’1% degli italiani tengono in mano il 24% della ricchezza nazionale. Noi siamo profondamente convinti che sia necessario cambiare tutto, prima ancora che a sinistra, nella società. Stiamo costruendo un partito che segnala i guasti del mondo e poi offre pratiche concrete per ripararli. Vogliamo confrontarci con tutti, per esempio, sul come rispondere agli 11 milioni di italiani che rinunciano alle cure, mentre la conferenza Stato-Regioni di qualche giorno fa prevede un ulteriore taglio dei finanziamenti al servizio sanitario».

Fratoianni milita fin da giovanissimo nel Partito della Rifondazione Comunista, poi le strade della politica lo portano ad assumere il ruolo di segretario regionale in Puglia. È tra i fautori della candidatura di Nichi Vendola alle primarie, poi vinte, a cui seguirà l’elezione di Vendola a governatore. Nel 2009 lascia il Prc per contribuire alla fondazione di Sel. Dal 2010 è assessore della Regione Puglia. Alle politiche del 2013 è secondo in lista alla Camera in Puglia per Sel e ciò gli consente di essere eletto.

Di questi tempi a sinistra c’è più di un movimento. E più di un cambiamento. «Abbiamo avuto ragione a dire che il Pd non rappresentava più la sinistra in Italia. Le etichette non sono più sufficienti a definire i campi, servono i fatti». Luigi De Magistris ha dichiarato che Sinistra italiana e Possibile sono interlocutori privilegiati. Pippo Civati ha espresso la proposta di una lista delle sinistre. Qual è la sua posizione? «Siamo di fronte ad una crisi decennale, che ha responsabilità politiche molto chiare: da sinistra a destra, in questi anni, tutti hanno creduto possibile governare la globalizzazione, mentre crescevano povertà e disuguaglianze. Ha ragione Pippo, quindi, a proporre anzitutto una discussione profonda e ha ragione il sindaco di Napoli ad indicare noi tra i suoi interlocutori».

In Toscana Enrico Rossi è uscito dal Pd e Cascina, la seconda città della provincia di Pisa, ha un sindaco della Lega Nord, Susanna Ceccardi. «La vittoria di Susanna Ceccardi era impensabile fino a qualche anno fa. E’ il segno di qualcosa che si è rotto in profondità a cui bisogna rispondere tornando alla radice dei problemi della vita delle persone. Per intenderci, lo dico in modo molto rispettoso ad Enrico Rossi, non è più il tempo in cui si possa stare in bilico tra una “rivoluzione socialista” e la privatizzazione di fatto del sistema sanitario toscano».

Dal 2015 la sinistra pisana (Sinistra italiana, Una città in Comune-Rifondazione, Possibile) è tutta all’opposizione del sindaco Marco Filippeschi. Verso le elezioni del 2018, quale sarà l’approccio di Sinistra italiana? «Saremo laici, ma chiari e netti. Filippeschi - dice Fratoianni - è stato protagonista di una stagione negativa per la città e mi sembra che i pisani se ne siano accorti. Continueremo sulla strada tracciata da questi anni di lavoro in consiglio comunale e in città, con tutti coloro che come noi ritengono sia necessario costruire un’alternativa chiara, a partire dalle forze di opposizione. Per recuperare il rapporto con la città e con i suoi problemi irrisolti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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