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Pisa

Assistenza domiciliare, da Roma sforbiciata ai fondi per i disabili

Assistenza domiciliare, da Roma sforbiciata ai fondi per i disabili

Annalisa Cecchetti dell’Anmic provinciale lancia l’allarme «Una prospettiva terribile per tantissime famiglie pisane»

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PISA. I pesanti tagli ai fondi per le politiche sociali metteranno in difficoltà anche moltissime famiglie pisane che si prendono cura di familiari disabili che necessitano di assistenza domiciliare, come ad esempio i soggetti affetti da Sla, la sclerosi laterale amiotrofica.

La denuncia porta la firma dell'avvocato Annalisa Cecchetti, presidente provinciale dell'Anmic di Pisa (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), in questi giorni a Roma proprio per dibattere in sede nazionale di questa problematica. Cecchetti definisce la “sforbiciata” dettata dall'intesa siglata la scorsa settimana tra Stato e Regioni una «decurtazione inaccettabile», o meglio «una vera e propria beffa» ai danni di chi è stato provato dalla vita.

Il fondo destinato alla non autosufficienza da 500 milioni di euro verrebbe infatti ridotto a 450 milioni, mentre i fondi delle politiche sociali subirebbero una profonda decurtazione: da 313 milioni a 99 milioni. Tagli, sottolineano sempre dall'associazione pisana, «che smentiscono le promesse fatte alle associazioni di categoria e che di fatto condanneranno alla povertà e alla marginalità sociale migliaia di famiglie con disabili gravi ed anziani non autosufficienti, privandole di quei pochi servizi assistenziali che ancora funzionano nonostante la penuria dei finanziamenti».

I numeri parlano chiaro: meno soldi e meno risorse da destinare alle famiglie. L'avvocato Cecchetti non usa giri di parole. «La conseguenza di questi tagli - sottolinea la presidente Anmic in una nota dell'associazione - è che moltissime famiglie pisane si troveranno in grande difficoltà poiché verrà a mancare o si ridurrà drasticamente l'insieme dei servizi di sostegno alla disabilità come l'assistenza domiciliare o i contributi per le famiglie con disabili gravissimi. Una prospettiva terribile in un paese in cui la spesa pubblica per disabile è in media di 8 euro al giorno, dato che ci posiziona in fondo alla classifica europea per i fondi destinati alla disabilità. Ad oggi infatti - conclude Cecchetti - l'unico sostegno rimane l'indennità di disoccupazione e l'esigua pensione di invalidità». Una pensione ad oggi di soli 279 euro al mese. «Una goccia nell'oceano del bisogno», precisano sempre dall'associazione pisana. Non a caso da anni proprio l'Anmic, tramite raccolte di firme e confronti parlamentari, sta cercando di aumentare l'importo dell'assegno. «Nel 2008 è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare - sottolineano dall'associazione - sottoscritta da oltre 300mila cittadini che tuttora giace in un cassetto del Parlamento».

L'Anmic nonostante le difficoltà continua la sua opera. Gli operatori sono disponibili contattando il numero 050-9711533. La sede dell'associazione è in via dei Sepolcri 4 a Sant'Ermete.

Roberta Galli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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