Il dolore
Tassa sul demanio idrico anche a Pratale
La protesta di 32 famiglie che hanno ricevuto il bollettino della Regione da oltre 300 euro. «Il triplo di quanto pagavamo»
PISA. La tassa sul demanio idrico colpisce anche trentadue abitanti di via di Pratale che risiedono nel tratto compreso tra via Battelli e la rotonda dedicata ai martiri delle foibe. Sul retro di queste abitazioni ci sono piccole porzioni di terra, adibite a giardino o orto.
Si tratta di aree concesse regolarmente diversi anni fa, prima della realizzazione della pista ciclabile di via Paparelli.
Ad inizio 2017 la Regione, subentrata alla Provincia nella gestione del demanio idrico dopo la ripartizione delle competenze tra gli enti territoriali, ha inviato a questi residenti un bollettino a dir poco maggiorato. E questo ha scatenato l’indignazione dei cittadini.
«Questi terreni sono in concessione, ma a quest’ora sarebbero di nostra proprietà se la Provincia non avesse bloccato tutto all’inizio degli anni Duemila. Il demanio era disposto a venderceli, le carte erano pronte; l’amministrazione provinciale, invece, disse di non poter escludere che nei successivi duecento anni non avrebbe utilizzato queste aree per ampliare il fosso.
Una presa di posizione che bloccò per sempre la compravendita», spiega Vittorio Cerri. «A gennaio - aggiunge - la Regione ci ha triplicato il costo della concessione, pari a 320 euro l’anno: il triplo di quanto pagavamo alla Provincia. È una vergogna per l’amministrazione comunale e quella provinciale».
La tariffazione delle concessioni, dunque, ha generato un certo malcontento anche nel comune pisano, non solo nel territorio sangiulianese, dove diversi residenti si sono rifiutati di pagare il balzello imposto dalla Regione.
Il fosso in questione, tra via di Pratale e via Paparelli, è stato “tombato” anni fa: un dettaglio che accresce la perplessità dei residenti.
«Dagli anni Ottanta manteniamo in ordine e puliti questi piccoli giardini, che in passato sono stati usati come latrine a cielo aperto, a due passi dall’attuale pista ciclabile - aggiunge Paolo Francesconi -. Ogni famiglia ha speso trecento euro per fare il frazionamento. Quando ci recammo dagli uffici competenti, i responsabili non sapevano neanche che il fosso era tombato da tempo. Gli enti non sembrano minimamente interessati alla definizione della vicenda. È una situazione scandalosa».
La questione delle tasse sul demanio idrico rischia di accrescere ulteriormente la distanza tra cittadini ed amministrazione.
Un malcontento che è stato manifestato dai cittadini interessati anche durante l’incontro di “Caffè Tirreno” che si è svolto lunedì scorso al bar La Sfera di via delle Medaglie d’Oro. «Definiamo questa situazione una volta per tutte - aggiunge VCerri -. Che vendano questi piccoli terreni. È impensabile pagare 300 euro all’anno per pochi metri quadrati. Una mia vicina di casa usufruisce di un’area di diciassette metri quadrati e paga la mia stessa cifra».
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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