Il Tirreno

Pisa

Spazio pedonale pieno di buche Incrocio “cieco”

Spazio pedonale pieno di buche Incrocio “cieco”

Le segnalazioni dei cittadini di Pratale-Don Bosco E l’arco dell’acquedotto è sempre un cantiere

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PISA. Due zone, quelle di Pratale e Don Bosco, dove gli standard urbani sono sempre stati di buon livello. Ma le note stonate non mancano, soprattutto se prolungate nel tempo. L’incontro di “Caffè Tirreno” al bar La Sfera di via delle Medaglie d’Oro ne ha portate in evidenza diverse. Manutenzioni o criticità che indignano i cittadini. Due signore passano dal bar. Dicono: «Non importano i nostri nomi, importa che qualcuno intervenga là», e indicano il camminamento pedonale di via delle Medaglie d’Oro. E’ stato ritagliato e disegnato su un lato della strada («portando via troppi posti auto», aggiungono) con l’introduzione delle strisce blu. Più che un percorso pedonale sembra un percorso ad ostacoli tra buche e pezzi mancanti di asfalto lateralmente. «Ma è possibile che nessuno se ne accorga». Le foto di questa pagina rivelano il problema nella sua interezza.

Un altro problema segnalato da più cittadini è rappresentato, a Don Bosco, da tutti gli incroci di via Averani. Che è la strada più diritta, ma prevede lo stop ogni poche decine di metri. L’incrocio più clamoroso, da questo punto di vista, è quello con via Riminaldi, che peraltro rappresenta il proseguimento della centrale via Don Bosco. Uno sbocco “cieco” in un senso e nell’altro. Nel senso che la visibilità è impedita sia da una parte che dall’altra, con evidenti conseguenza sulle sicurezza. Le due foto qui sotto ne sono un esempio chiarissimo. «Almeno che sia messo uno specchio in alto per vedere chi arriva», dice Giancarlo Daini, residente della zona. «Le macchine agli incroci di via Parini non hanno la giusta visibilità delle altre auto che provengono da via Don Bosco, in quanto questa è resa difficile dalla presenza delle arcate murarie. Dal momento che per motivi architettonici e storici non è possibile fare una breccia sul muro, è possibile pero’ posizionare sul fondo stradale uno specchio rotondo, che faccia vedere chi si immette da via Don Bosco?», segnala Gioia Pacchiani.

Il quartiere è caratterizzato dalla presenza dell’acquedotto Mediceo. Un vanto, ma anche un’esigenza di tutela. Andrea Maltagliati fa notare: «Quel pezzo vicino all’incrocio con via Spartaco Carlini è in quello stato da anni. Deve restare a lungo così?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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