Il dolore
Occupato l’emporio della Caritas
Il direttore Morelli: «Un attacco violento e strumentale»
PISA. L’occupazione è durata circa due ore. Ma tanto è bastato a creare disagi e preoccupazione. È quella andata in scena ieri pomeriggio, tra le 14,30 e le 16,3o alla Cittadella della Solidarietà da parte di un gruppo di antagonisti. Per due ore, dalle 14,30 alle 16,30, l'emporio della Caritas diocesana (che, attraverso una tessera a punti, mette a disposizione cibo e generi di prima necessità per le famiglie povere) è rimasto ostaggio dei manifestanti che protestavano «contro un meccanismo che ha sostituito un contributo pubblico con un'azione discrezionale degli operatori a beneficio solo di alcuni». Nel mirino del gruppo c’è la mancanza del «contributo pubblico nella misura di 100 euro mensili per tre mesi l'anno da spendere in buoni spesa che il Comune non eroga più e l'ha sostituito inviando le famiglie bisognose alla Caritas la quale, dopo una serie di colloqui, riconosce una tessera a punti per acquistare il cibo all'emporio: ma si tratta di prodotti di scarsa qualità e spesso vicino alla scadenza oppure già scaduti». Per questo il gruppo antagonista chiede il ripristino «dei buoni spesa per poter soddisfare i bisogni alimentari» dei più poveri.
Durante la protesta l’Emporio del Cep ha funzionato a singhiozzo e a regime ridotto tanto che alcune famiglie che solitamente frequentano il centro, vista la confusione all'interno della struttura, hanno preferito andarsene. «Ci scusiamo con le famiglie che hanno preferito andarsene e anche con chi ha scelto, comunque, di fare la spesa pur in una situazione caotica e decisamente diversa dall'usuale quiete. Purtroppo - ha spiegato il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli - siamo stati al centro di un attacco violento nel linguaggio e nei modi e strumentale: è parso subito chiaro, infatti, che stavano usando l'occupazione della Cittadella per ottenere altro, ossia un colloquio e un incontro con la Società della Salute. In quarant'anni di lavoro accanto ai più poveri di Pisa, è la prima volta che viene preso di mira un nostro servizio: siamo aperti al dialogo con chiunque, ma rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione».
La Cittadella della Solidarietà è stata inaugurata nel 2013. Nel 2016 ha dato risposta al bisogno alimentare di 1.338 persone, quasi tutte residenti nel territorio pisano, circa un terzo dei quali minori. «È vero che sugli scaffali si posso trovare generi alimentari prossimi alla scadenza - conclude don Morelli - Abbiamo accordi specifici in tal senso con alcuni supermercati della zona e per noi è una cosa positiva: tali alimenti che sono ancora perfettamente integri, invece, di finire nei cassonetti dell'immondizia, vengono consumati da chi ne ha davvero bisogno».
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