Sicurezza
Il delfino pisano nei versi dei lettori
Ecco alcuni dei testi arrivati per “Racconta il delfino” In gara anche un papà con il suo bambino e una nonna
Ecco una nuova serie di testi arrivati per “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno”.
La Filastrocca del Delfino
Di Diego Cassisa, 9 anni
C'è un fiume pulito
che scorre in città
ma non ho capito,
e nessuno lo sa,
coma faccia un delfino
che viene dal mare
a far capolino
e in Arno nuotare !
Ir Derfino
di Antonio Cassisa
Ir Derfino è quer pescione
che balla, sarta e ti saluta
a vòrte attore in televisione
dall'intelligenza dimòrto acuta.
È un mammifero si sa
vive in branchi o dassèssòlo
fa un ber tuffo se ni va
e poi sbuffa a fumaiolo.
Lui di pesci ne va matto
mangia tutto vèr che nòta
acciughe, sgombri e anche un gatto
se lo scambia pe' 'na trota.
Personaggio assai curioso
un bèr giorno di dicembre
dar mare mosso e assai spazioso
sborniò l'Arno e le su' ombre.
«Bada bello vèsto mare,
bello stretto e poo salato,
mi ci voglio riposare
un po' torbo ma poo agitato».
E notando contromano
vide un muggine e du' tarponi,
un'omìno 'olla 'anna in mano
e una nutria còll'occhioni.
In quell'acqua un po' sciapìta
di pesciotti c'era pieno
e ir derfino in risalìta
vide anche passa' un treno !
«È un Tursiope!», diàn l'esperti,
e lo sborni che girella,
tieni bene l'occhi aperti,
tra l'Aurelia e la Cittadella!
Un Derfìno in Arno a Pisa!!
che ha scèrto di sta' qui
sorte fòri ma non t'avvisa
sfiata e sputa per poi risparì.
'un si sa quanto resta
se alla fine se n'andra'
noi intanto ni si fa festa
e sarà quer che sarà.
Vèr ch'è poo ma siùro
è che ha scèrto ir posto giusto.
Ciao Derfino, cuore puro,
comprimenti per ir bòngusto!!
Al delfino “Arno”
di Anna Carmela Corrado
Caro delfino, da dove sei arrivato?
Forse da un mare lontano?
Quante acque hai attraversato!
Ma che importa, ora sei pisano!
Forse hai sofferto molto,
ma con affetto sviscerato
tutti noi ti abbiamo accolto
e anche l'Arno emozionato
un sorriso ti ha rivolto.
La città con gran stupore
coglie il dono inatteso
e segue con amore
e pure col fiato sospeso
l’acqua del fiume
che mormora belle parole
con spruzzi di luce
che scintillano al sole.
O delfino che giochi, che salti
in tutte le tue evoluzioni,
che ci coinvolgi e ci incanti
regalando tante emozioni,
che ci fai sognar a occhi aperti:
grazie amico, è un miracolo averti!
Il delfino di Pisa (acrostico)
di Piero Pierotti
I I lungarni, appena fuori Pisa,
L la mattina sonnecchian silenziosi.
D Dopo aver gustato la prima colazione
E ed essersi avviato al lavoro,
L lancia qualcuno lo sguardo verso il fiume.
F Focalizza l'immagine improvvisa:
I in mezzo all'Arno, con guizzi festosi,
N nuota un delfino agile e burlone
O oltrepassando con un ghirigoro
D da ponente il primo ponte, nel giallume.
I Intorno arriva gente indecisa,
P papà stupiti, bambini festosi...
I In tutta Pisa e in vicine zone
S si diffonde dappertutto un coro:
A amiamo il delfino come un nume!
Ai bambini pisani
di nonna Titti
Un delfino bello e gentile
là nell'Arno va a morire
Forse a Pisa voleva restare
e non più nell'alto mare
ma ha la pelle flagellata
perché l'acqua del fiume è inquinata.
Dopo la piena si fa spesso vedere,
forse ai bimbi pisani vuol far sapere
che il suo corpo è massacrato
e chiede di essere aiutato.
È una supplica sincera
che rivolge verso sera
gettando il suo sguardo là sul ponte
e fissando proprio chi gli è di fronte.
Sembra dire sussurrando:
«La mia morte sta arrivando,
accompagnatemi verso il profondo mare
aiutatemi a restare»
«Se al mondo mi farete rimanere
quest'estate potrete vedere
al largo dei bagni pisani
le mie pinne cioè le mie mani
salutare chi oggi ha tentato
di salvare un pesce sfortunato»
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