Il Tirreno

Pisa

Allarme sicurezza i residenti formano un nuovo comitato

Allarme sicurezza i residenti formano un nuovo comitato

L’aumento di furti al centro di “Caffè Tirreno” dedicato a Pratale-Don Bosco. Proteste per strade e marciapiedi

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PISA. La zona Pratale-Don Bosco è uno dei quartieri della periferia più popolati e vicini al centro cittadino, ma gli abitanti si sentono trascurati dalle istituzioni. E soprattutto chiedono a gran voce più controlli da parte delle forze dell’ordine. Tiene banco il problema della sicurezza e in questi giorni un nutrito gruppo di residenti sta lavorando per costituire un comitato di quartiere, come spiega Guido Cervelli: «Ci sono stati molti furti, anche in pieno giorno. Vediamo passare poche volte le forze dell’ordine e anche il vigile di quartiere è completamente assente». La signora Silvana Lupetti concorda e racconta la sua disavventura personale: «Anch’io ho subìto un furto di recente, i ladri mi hanno forzato la serratura. E la scorsa settimana mi sono ritrovata una bicicletta dentro al cancello». Andrea Maltagliati s’inserisce: «Due anni fa mi sono entrati in casa smurando la porta. L’altra sera abbiamo fatto una riunione di quartiere alla quale ha partecipato una signora che abita davanti al carcere e alla quale hanno rubato in casa cinque volte. Ora si è difesa mettendo un sistema di allarme».

Mentre i cittadini ci stavano raccontando questi episodi, al bar La Sfera di via delle Medaglie d’Oro, che ieri con grande cordialità ha ospitato l’incontro di “Caffè Tirreno” dedicato a Pratale-Don Bosco, è arrivato anche Michele Fabozzi, “sentinella” del Tirreno e responsabile del comitato dei Passi. Si è incontrato con Cervelli, Maltagliati e Francesco Malasoma per aiutarli proprio nella costituzione del nuovo comitato. «Un passaggio essenziale per poi chiedere a questore e prefetto l’attivazione della chat di controllo di vicinato come, ad esempio, hanno fatto a Putignano», spiega Malasoma. «Con questo aumento di furti che si è verificato non ci sentiamo sicuri». Michele Bufalino allarga il tiro e racconta che fino a pochi mesi fa il parco in via di Pratale era una vera e propria area di spaccio: «Ora la situazione è decisamente migliorata, ma qualche spacciatore è sempre presente. La casetta all’interno del parco è stata murata, ma sarebbe logico buttarla giù». Lilia Cucereanu gestisce dal 2013 il bar La Sfera: «La zona è abbastanza tranquilla, gli abitanti molto socievoli. Ma quando arriva l’ora della chiusura è sempre bene essere in due. È ancora vivo il ricordo di quando io e il mio compagno siamo stati derubati dell’incasso della giornata, pochi mesi fa. Stavamo caricando la nostra auto, quando all’improvviso ci hanno rubato una borsa contenente, tra le altre cose, anche lo stipendio destinato alla nostra collaboratrice. I furti qui ci sono, non a caso il negozio qui davanti ha installato le telecamere. Pattuglie non se ne vedono». Oltre ai mancati controlli da parte della polizia, Lilia evidenzia la scarsa illuminazione pubblica e la mancata pulizia della rete fognaria: «La sera qui è buio, la luce è davvero poca. Inoltre, quando piove, la strada si allaga e l’acqua invade il cortile esterno dove ci sono i tavolini fino ad entrare nel bar».

«Come Ctp5 ci siamo presi l’impegno di portare queste considerazioni in Comune - dice il presidente Alfredo Solarino, nominato nelle file del Pd -. Chiediamo all’amministrazione comunale tempi certi per quanto riguarda il bilancio partecipato, che prevede lo stanziamento di 500mila euro per ogni Ctp». Il consigliere dei Riformisti Luca Pisani, invece, punta il dito sulla mancata realizzazione della sede della polizia municipale: «Tre anni fa il Comune ci chiese i locali della nostra Ctp di via Avanzi per adibirli temporaneamente a distaccamento dei vigili urbani. Noi acconsentimmo certi della bontà del progetto, ma di fatto la polizia municipale non è mai arrivata. Eppure avere una sede aumenterebbe la percezione di sicurezza».

Il problema sicurezza va esteso anche alla manutenzione del verde pubblico. «Una corretta gestione degli alberi e delle potature consentirebbe ad alcune zone di essere meno buie», riprende Malasoma. «Anche in via Carlini è così, oltre ad un discorso di incolumità dei passanti», aggiunge Maltagliati. Claudio Ciuti vede molti pericoli: «I marciapiedi di via di Pratale sono da molti anni in uno stato di deplorevole manutenzione. I pini con le loro radici li danneggiano. Molto spesso le persone anziane rischiano di cadere». Anche Riccardo Fatutta è sensibile al problema delle strade: «Non sono stati fatti interventi di manutenzione da parte del Comune. Le strade sono veramente brutte, soprattutto via Shelley. Dovrebbero essere tagliati gli alberi. Vicino all’asilo dovrebbe nascere un campo per la sgambatura dei cani, ma non è ancora pronto e magari poteva esser fatto da un’altra parte. Non ci sentiamo sicuri e, oltre ai tanti furti, c’è anche un giro di spaccio di droga».

Un altro problema lo individua Leonardo Patriarchi: «Saltano spesso le corse degli autobus, mettendo in difficoltà chi deve raggiungere la città per andare a scuola o a lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa