Attenzione
Pd, i renziani cercano la svolta: confronto sui temi per la città
Apertura a Fontanelli sulle primarie del centrosinistra «Ma sia chiaro che proporremo un nostro candidato»
PISA. La nuova parola d’ordine tra i dirigenti (renziani) del Pd è «riportare i temi al centro della discussione». Ovvero, oltre le polemiche e le tensioni tra correnti. Le elezioni amministrative per Pisa sono sullo sfondo. Il Movimento 5 Stelle prosegue nella sua azione e nella campagna di ascolto dei cittadini. Al momento non è ancora facile nel partito democratico cambiare la rotta, visto che il duello sul nome del segretario provinciale-traghettore (verso il congresso) prosegue imperterrito e le divisioni sulle candidature alle primarie nazionali. Comunque il segretario cittadino Giovanni Viale si è messo al lavoro. Nell’assemblea al circolo Alberone si è cominciato a parlare della costruzione del progetto politico del Pd 2018-2028 in vista delle amministrative.
«Gli esodi delle persone in difficoltà nei loro Paesi, il terrorismo, gli effetti dell’innovazione tecnologica sui lavori, la globalizzazione generano paura e, quindi, il populismo, la demagogia, i muri. In questo contesto occorre una politica forte e, certo, per quel che ci riguarda la scissione nel partito democratico non aiuta», ha detto Viale. Poi il segretario ha presentato una proposta per definire il programma del Pd 2018-2028. Una prima piattaforma di discussione suddivisa in dieci punti.
«Il Partito democratico ha il dovere di guidare il cambiamento, senza subirlo o rischiare di non interpretarlo nella giusta maniera - prosegue Viale -, per questo già da ora abbiamo steso dieci punti di partenza sui quali sviluppare un dibattito per la costruzione di un programma per una “Grande Pisa”». Approvata all’unanimità questa piattaforma basata per ora su temi generali, sui contorni di quello che dovrà essere il confronto «in un contesto di forte partecipazione delle diverse sensibilità del partito, delle forze alleate e in generale di tutta la cittadinanza», dice Viale.
Già, il confronto. Paolo Fontanelli ha accelerato proponendo primarie di coalizione. Antonio Mazzeo ai suoi ha subito detto: «Disponibilissimi ad un ragionamento di centrosinistra, mai dubitato che a Pisa si sarebbe dovuti passare da un confronto con Fontanelli». Non si pensi, a questo punto, che sia tutto rose e fiori. «Ma alle primarie il Pd, sia chiaro, si presenterà con un proprio candidato», l’altro messaggio diretto di Mazzeo.
Nessuno molla il centro del campo. Un candidato renziano alle primarie di coalizione (già chieste anche dalle liste civiche di centrosinistra). E anche un candidato renziano alla carica di segretario. L’assemblea provinciale è stata riconvocata per il 13, però di intese in arrivo non se ne vedono. Saltata la carta del pacificatore Lunardi, la dirigenza insiste sul nome di Massimiliano Sonetti e la sinistra su quello di Gabriele Toti, sindaco di Castelfranco. L’insistenza su Sonetti è presto spiegata: i renziani sanno o sospettano che dentro il Pd ci sono non pochi iscritti che, una volta condotta dall’interno la battaglia per Orlando alla segreteria nazionale, potrebbero poi lasciare il partito. Dentro (e fuori) il Pd gli anti-Renzi sono agguerriti. I veti incrociati per ora continuano a prevalere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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