La manifestazione
«Non siamo il bancomat degli enti»
La denuncia di Cna: le pubbliche amministrazioni non pagano
PISA. «Nelle casse delle aziende della provincia di Pisa manca una cifra che oscilla tra i 300 e i 400 milioni di euro».
A lanciare l’allarme è la Cna pisana che chiede di fermare lo "split payment", il meccanismo introdotto nel 2015 per scongiurare eventuali frodi attraverso il quale gli enti statali sono costretti a versare l’Iva direttamente all'erario e non all'azienda fornitrice. «Il comparto costruzioni e tutti i settori legati agli appalti sono in forte affanno a livello nazionale e a livello locale: calano le commesse e il fatturato. A questo si aggiunge lo split payment che soffoca le imprese», attacca Matteo Giusti, presidente della Cna Pisa, che rilancia l'appello affinché non venga prorogato il regime di split payment.
«I dati nazionali sono impressionanti - prosegue - 18,5 miliardi di Iva non riscossa. A questi si aggiungono altri 13 miliardi di Iva corrisposta ai propri fornitori da recuperare. Per la provincia di Pisa si può supporre una cifra compresa fra i 300 e i 400 milioni di euro che mancano dalle casse delle imprese e non circolano nell’economia. Un salasso per le aziende fornitrici di beni e servizi alla pubblica amministrazione che spesso, per sopperire al mancato recupero immediato dell'Iva versata, hanno dovuto ricorrere al credito bancario, aggiungendo globalmente altri 650 milioni di interessi».
Una situazione che il sistema imprenditoriale, soprattutto quello delle micro e piccole imprese, non riesce più a sostenere. «Molte sono in ginocchio e non possono più anticipare l’Iva per il committente pubblico rimanendo in eterno una sorta di bancomat della pubblica amministrazione - accusa il presidente della Cna pisana - Non si pensi di prorogare o di estendere questo sistema che l'Unione Europea ha autorizzato solo in via transitoria. Si cerchino - aggiunge Giusti - altre strade da percorrere per il contrasto all'evasione dell'Iva esercitando un controllo serio e costante del sistema di fatturazione elettronica e non caricando le imprese di nuovi oneri».
Con una nota inviata alla Commissione Europea, la Confederazione dell'artigianato e della piccola e media impresa ha chiesto di non dare seguito alla richiesta avanzata dal governo italiano di prorogare ulteriormente lo split payment. Lo stesso ha fatto il comparto costruzioni della Cna, sottolineando che l'eventuale proroga «metterebbe in ginocchio un settore che da anni sta subendo la crisi più acuta degli ultimi decenni, che ha prodotto in Italia un calo di 800.000 occupati e la chiusura di oltre 100.000 imprese».
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