La manifestazione
E intanto Fontanelli strizza l’occhio a Pisapia
PISA. «Mi dicevano: con Renzi si vince. Sarà, ma mi sembra un’affermazione discutibile». Una battuta, che poi dal tono tanto battuta non è, che raccoglie uno dei più sentiti applausi della serata....
PISA. «Mi dicevano: con Renzi si vince. Sarà, ma mi sembra un’affermazione discutibile». Una battuta, che poi dal tono tanto battuta non è, che raccoglie uno dei più sentiti applausi della serata. Stazione Leopolda, venerdì sera. Nel salone centrale circa duecento persone ascoltano il deputato Paolo Fontanelli e la senatrice Maria Grazia Gatti spiegare perché sono usciti dal Pd entrando nel movimento Democratici e progressisti. La battuta di Fontanelli dice già molto. Racchiude l’insofferenza di una convivenza politica diventata passo dopo passo più forte. «Quando poi c’è stata l’alleanza con Verdini si è chiuso il cerchio», incalza Gatti.
Stavolta la riunione è stata fatta nel salone più grande dopo che la volta precedente la saletta al pieno superiore si era dimostrata insufficiente. «Il populismo si batte con le politiche giuste e non con l’immagine», dice ancora Fontanelli spiegando i motivi della scissione. Nella circostanza, la curiosità era vedere chi si presentava soprattutto tra i SinistraDem, e non solo, che hanno scelto comunque di continuare l’opposizione dentro il Pd. Si notano l’assessore Andrea Ferrante e l’ex segretario provinciale Francesco Nocchi, ma anche l’ex assessore provinciale Aurelio Pellegrini e l’assessora lettiana Ylenia Zambito. Si notano anche diversi elettori del centrosinistra che già si erano distaccati. Aleggiano polemiche ed irritazione, dopo che proprio Nocchi attraverso Facebook aveva rivelato la presenza di sms con scritto in pratica: se andate all’incontro, siete fuori dal partito. «Insopportabile l’arroganza dei capetti che mandano sms poco carini», dice al microfono Gatti riferendosi a capetti chiaramente renziani.
Fontanelli ribadisce alcuni capisaldi del suo pensiero. «Cosa alimenta le forze populiste contro il sistema come M5S e Lega? Il malessere sociale, le disuguaglianze. I giovani votano contro perché si sentono esclusi dal sistema. E la risposta sarebbe dovuta essere il Jobs Act?». Punto, ma come si riparte? «Per noi il nemico non è il Pd, ma serve un centrosinistra che cambi le politiche». Gatti apre: «Spero di rincontrare presto gli amici del Pd». E ancora di più apre Fontanelli: «La possibilità di dialogo con Pisapia c’è, fino a convergere in un unico soggetto politico». Nella sala, non a caso, uno dei referenti toscani di Campo progressista, Dario Danti, con il suo gruppo, tra cui il vicesindaco di Vecchiano, Lorenzo Del Zoppo.
Il prossimo passo è l’organizzazione sul territorio. E dibattiti di riflesso nazionale. Venerdì 10 alle 17,30 (Stazione Leopolda) ci sarà un’iniziativa pubblica riguardante il Testamento biologico coordinata da Fontanelli. Interverranno Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Luca Coscioni; Marcello Buiatti, ordinario di biologia e genetica molecolare; Sergio Bartolommei, docente di bioetica; e la deputata Marisa Nicchi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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