Il Tirreno

Pisa

Fontanelli indica la strada «Primarie di coalizione»

di Cristiano Marcacci
Fontanelli indica la strada «Primarie di coalizione»

Il deputato dopo la scissione: il movimento Democratici e progressisti nasce per rilanciare il centrosinistra e quindi sarà fondamentale il rapporto con il Pd

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PISA. Nel giro di un mese Pisa e provincia avranno un nuovo segretario politico. Sarà quello di “Articolo 1 - Movimento democratici e progressisti”, la nuova formazione nata nei giorni scorsi dopo lo “scisma” anti-renziano avvenuto nel Partito Democratico e presentata ufficialmente a Roma da Roberto Speranza, dal governatore della Toscana Enrico Rossi e dall'ex Sinistra Italiana Arturo Scotto. Del nuovo partito fa parte, come noto, l’ex sindaco e attuale deputato Paolo Fontanelli. È stato quest’ultimo, protagonista ieri sera insieme alla senatrice Maria Grazia Gatti della convention alla stazione Leopolda, ad annunciarlo nel corso del faccia a faccia con il Tirreno avvenuto ieri mattina a Punto Radio nella trasmissione “Primo Piano” di Massimo Marini. «Per il momento - ha spiegato Fontanelli - abbiamo affrontato il passaggio della costituzione dei gruppi parlamentari. Il prossimo sarà quello dell’assemblea costituente, dopo la quale il movimento sarà poi organizzato a livello territoriale. Ritengo che entro un mese anche a Pisa ci sarà un nostro punto di riferimento».

A proposito di Pisa, Fontanelli e il suo nuovo movimento stanno già pensando alla scadenza delle amministrative 2018 e al dialogo con gli eventuali alleati. «Noi siamo nati - ha sottolineato il deputato - per rilanciare il centrosinistra e i temi della politica che lo dovranno sostenere. Quindi, sarà fondamentale il rapporto con il Pd, con cui lavoreremo per un’ampia coalizione di centrosinistra, comprendendo magari le liste civiche e coloro che si ispirano a “Campo Progressista” di Giuliano Pisapia. Ci sarà da fare e da lavorare parecchio, perché il vento dell’anti-politica soffia con insistenza, ma c’è da far capire alla gente che la democrazia senza partiti non esiste».

Fontanelli sembra convenire sul fatto che trovare per Pisa un candidato sindaco forte, credibile e condiviso non sia un’impresa facile. «Occorre senza dubbio - ha detto - una proposta convincente. Il candidato conta molto. Vedrei di buon occhio, a questo proposito, delle primarie di coalizione aperte a tutti. Avrebbero indubbiamente molto più senso di quell’assurdo rappresentato dalle primarie aperte a tutti per decidere chi deve essere il segretario di un partito. Fa decisamente parte di una follia politica ascoltare Emiliano che fa appello a militanti ed elettori del centrodestra perché alle primarie del Pd si presentino a votare contro Renzi».

Gli facciamo notare che in città continua a circolare il suo nome... «Mi fa sicuramente piacere - ha risposto - che a Pisa in tanti me lo domandino. Ma, francamente, dico che ho già dato. In questo momento penso a terminare nel miglior modo possibile il mio mandato da parlamentare».

L’onorevole ex Pd ha poi chiarito i motivi per cui non è rimasto dentro il Pd per appoggiare Orlando e perché l’ex ministro della Giustizia non loha convinto: «Non dimentichiamoci che Orlando ha sempre condiviso l’operato di Renzi e quello del suo governo. Inoltre, se non ci fosse stata la rottura nel Pd, non ci sarebbe mai stata la candidatura Orlando. Lui e Franceschini avrebbero avuto sicuramente le possibilità e anche i numeri per convincere Renzi a tornare sui suoi passi, ma non l’hanno fatto. Devo ammettere che lo stesso Orlando, insieme appunto a Franceschini, rientra tra le mie recenti delusioni, comprendenti anche Cuperlo, che dopo il voto contrario sul Jobs Act si è perso in occasione del referendum».

Una delusione che non coinvolge la collega Carrozza. «Maria Chiara - ha evidenziato - la conosco da tempo, ci parlo sempre molto e da sempre ha assunto una posizione critica ma dentro il Pd. Ero sicuro che non avrebbe mai lasciato il partito».

Ipotizzando il futuro, in caso di vittoria di Orlando alle primarie, Fontanelli potrebbe però rivedere la sua posizione. «Se vincesse Orlando - ha ammesso l’ex sindaco di Pisa - cambierebbe, e non di poco, il quadro politico e il progetto di rilancio del centrosinistra riprenderebbe sicuramente molto più vigore. A quel punto, valuterei il da farsi. D’altronde, in politica ci sono gli addii ma ci possono essere anche i ritorni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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