Il Tirreno

Pisa

L’olandese Escher dopo il successo di Dalì

La mostra sullo spagnolo chiude con oltre 95mila visitatori. Già programmato l’evento di autunno

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PISA. Nuova mostra a Palazzo Blu. Dopo “Dalì. Il sogno del classico”, chiusa con numeri importanti, oltre 95mila visitatori in quattro mesi di esposizione, il polo culturale di lungarno Gambacorti guarda in avanti e lo fa con un'altra importante mostra. In autunno le sale di Palazzo Blu ospiteranno, infatti, un'altra installazione delle grandi occasioni: parliamo delle opere dell'incisore, grafico e matematico olandese Maurits Cornelis Escher, morto nel 1972. Sue le tantissime incisioni su legno e le litografie. Opere che rappresentano costruzioni impossibili, dei veri e propri rompicapo, che cambiano gradualmente di forma in forma, quasi ad implorare l'infinito. Escher si presenta a Pisa con tutto il suo potenziale fascino attraverso una carrellata di opere che per la loro geometricità e razionalità furono amate da matematici e fisici.

L'annuncio ieri mattina, dalla voce dello stesso presidente della Fondazione Palazzo Blu, Cosimo Bracci Torsi, alla presenza del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e di Thomas Clement Salomon, responsabile scientifico di “Mondo Mostre”. L'occasione un incontro-bilancio sull’esposizione dedicata al grande Dalì a pochi giorni dalla sua conclusione. Una mostra importante a dimostrazione di come il polo di eccellenza di lungarno Gambacorti si sia trasformato in un volano per il sistema turistico e culturale della città. «Chiuso il capitolo Dalì - ha sottolineato Bracci Torsi - per il prossimo autunno pensiamo di realizzare un nuovo evento culturale dedicato questa volta all'artista Escher con il quale speriamo di poter raggiungere un nuovo successo».

Intanto, Palazzo Blu si gode il successo raggiunto con Dalì. «Una mostra di non facile comprensione quella dedicata all'artista spagnolo - ha detto ancora Bracci Torsi - ma la risposta dei visitatori e il successo della critica fanno pensare che l'obiettivo sia stato raggiunto. Se si pensa anche al momento particolarmente difficile di crisi economica e generale che deprime i consumi, l'affollarsi di iniziative concorrenti, l'aumento dei costi e l'assottigliarsi delle risorse».

Missione compiuta, quindi. I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio all'immaginazione. 95.012 visitatori hanno ammirato le opere di Dalì: il 63% proveniente dall'area pisana e il 23% dalla Toscana. Il resto sono abitanti di altre regioni d'Italia (con in testa la Liguria e a seguire l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Lazio e la Sicilia), mentre il 3% sono stranieri. Una mostra che ha accolto un numero altissimo di visitatori, come rimarcato anche da Thomas Clement Salomon, responsabile scientifico di “Mondo Mostre” che ha organizzato l'esposizione: «Ben più di alcuni musei nazionali, grazie ad un repertorio di 150 opere, di cui 50 uniche al mondo e che presto saranno riallestite a San Pietroburgo».

Boom anche tra gli studenti delle tre università cittadine: in quattro mesi di mostra sono stati staccati novemila biglietti e tra gli studenti delle scuole che rappresentano il 26% dei visitatori (25.069 biglietti venduti). Ragazzi che hanno preso parte a visite guidate e ai laboratori didattici, anche grazie al concorso “Reinterpreta Dalì - Sfida in Blu” . Parole di apprezzamento per i numeri raggiunti con Dalì sono state espresse anche dal sindaco Filippeschi: «Palazzo Blu - ha detto il primo cittadino - si conferma ancora un volta un volano per gli eventi culturali ed economici cittadini. A dimostrazione di come le iniziative della Fondazione siano in grado di attrarre visitatori da tutta Italia».

Roberta Galli

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