Il dolore
Federici riconfermato alla guida della Cisl
Il sindacato a congresso analizza i dati, preoccupanti, su occupazione, contratti e cassa integrazione
PISA. «I giovani sono i nuovi poveri». Dal ruolo del sindacato a quello della politica e delle istituzioni. Dalle difficoltà economiche e del mondo del lavoro ad una ripresa che appare ancora un miraggio.
È un territorio, la provincia di Pisa, che stenta a vedere la luce in fondo al tunnel della crisi quello che emerge dalla relazione illustrata da Gianluca Federici, segretario generale della Cisl pisana confermato alla guida del sindacato di via Corridoni durante il congresso che si è svolto mercoledì e ieri all'hotel Galilei alla presenza di circa 170 delegati eletti nei congressi delle diverse categorie.
«C'è qualcosa di strano nell'economia globale, che va avanti dal 2007: la crescita economica è lenta, i mercati finanziari sono volatili e i responsabili delle politiche economiche sono spesso disorientati. Il tunnel della crisi economica si allunga e il 2017 andrà peggio del 2016. Anche in chiave locale la situazione è preoccupante e per questo lavoreremo con l'obiettivo di creare le condizioni per un'inversione di tendenza», sottolinea Federici snocciolando i dati di una crisi che, in provincia di Pisa, continua imperterrita a caratterizzare l'economica locale e il mercato del lavoro.
Al 30 settembre 2016 ai centri per l'impiego della provincia risultano iscritti 68.609 disoccupati (28.835 maschi e 39.774 femmine). Di questi, 6.471 sono under 25, 9.247 tra i 25 ed i 30 anni, 14.527 tra i 31 ed i 39 anni, 38.364 con più di 39 anni. Il 20% degli iscritti è rappresentato da stranieri (14.208 in totale) provenienti in maggioranza (13.705) da Paesi a forte pressione migratoria. Alle liste di mobilità, nel terzo trimestre del 2016, risultano iscritti 1.411 lavoratori licenziati per giusta causa o giustificato motivo da aziende con oltre 15 dipendenti.
Durante lo scorso anno, l’Inps ha autorizzato il pagamento di 4.368.465 ore di cassa integrazione chieste dalle aziende della provincia di Pisa, a fronte delle 832.312 ore coperte dall'Inps nel 2007. Un dato che sembra peggiorare nel 2017: nel primo mese dell'anno sono già 1.057.718 le ore di cassa integrazione chieste ed ottenute dalle aziende del territorio. A queste si aggiungono le oltre 270 domande di cassa integrazione in deroga avanzate alla Regione nei primi undici mesi del 2016.
Aumenta il ricorso agli ammortizzatori sociali, diminuisce l'attivazione dei contratti di lavoro, sempre più precari e "atipici".
Tra gennaio e settembre del 2016 sono stati sottoscritti in provincia di Pisa 51.488 nuovi contratti di lavoro. Tra questi: 1.718 di apprendistato, 1.988 co.co.co, 22.698 contratti a tempo determinato, 5.486 contratti a tempo indeterminato, 2.680 contratti a lavoratori domestici, 1.421 "intermittenti", 62 occasionali, 12.928 contratti di somministrazione lavoro e 1.798 contratti a tirocinanti.
«Anni di forte recessione, una crisi economica tra le più lunghe e gravi che si siano mai sperimentate, con una ripresa che si manifesta debole e priva di spinta e che si attende incostante, ha alimentato diseguaglianze sociali e divari territoriali, ampliando l'area della povertà - prosegue Federici -. I dati contenuti nel rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale ci dicono che oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all'età: diminuisce cioè all'aumentare di quest'ultima e i giovani risultano essere i nuovi poveri. Questo è il dato più preoccupante - conclude Federici, che ieri ha iniziato il suo terzo mandato alla guida della Cisl di Pisa - su cui lavoreremo in modo particolare per cercare di creare le condizioni per la ripresa».
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