Lutto
Piccoli e grandi scrittori in gara con i loro racconti
Di seguito due dei testi in concorso per “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno” . Il primo è un racconto di una bimba di 10 anni, Giada Cignoni, che frequenta la calsse quinta...
Di seguito due dei testi in concorso per “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno” . Il primo è un racconto di una bimba di 10 anni, Giada Cignoni, che frequenta la calsse quinta elementare. Il secondo è invece una “forma” leterraria originale: un idovinello che ci ha inviato una nostra lettrice, Viviana Botto. Buona lettura!
“Il delfino dei miei sogni”
di Giada Cignoni
“Ieri sono andata a fare una bella passeggiata lungo l'Arno, con la speranza di fare visita al famoso cetaceo di cui ormai tutti parlano. Ma il linguaggio della gente era soltanto oggettivo, e nessuno si sbilanciava troppo nel descriverlo. Rimasi perciò stupita quando i suoi occhi incrociarono i miei: stavo respirando quella freschezza che ti riempie i polmoni tutto d'un fiato e ascoltando la leggera musica che producevano i rilievi del fiume, quando sentii un grande botto, e il mio cuore riempirsi di una polvere d'oro, come se da un momento all'altro potessi prendere il volo. Mi voltai di scatto col sorriso stampato sulla faccia e due occhi spalancati, e fu lì che lo vidi saltare fuori, con la sua liscia pelle di un colore simile all'immenso cielo, con quei profondi occhi neri che sembravano non staccarsi più dai miei. Il delfino più bello che avessi mai visto in vita mia. Avevo creato un legame tra noi. Il mio cuore adesso apparteneva al suo. Lo stesso era per la mia anima: era con uno sguardo riuscito a catturarmi tutti i brutti pensieri che mi passavano per la mente. Era riuscito, con tutta la sua dolcezza, a farmi perdere conoscenza. I rumori restavano, ma non quelli delle voci, il profumo lo sentivo, ma non quello della gente che mi passava accanto sfiorandomi. C'eravamo solo io e quel fantastico animale che mi osservava sorridendomi. Quanto avrei voluto in quel momento prendere a morsi la poca magia che restava in questo mondo, prendere il volo per poi posarmi sull'umido mantello appartenente alla magnifica creatura con cui ormai avevo creato un contatto interno. Avrei voluto cavalcarlo e non smettere mai più. Oh, quanto avrei voluto stringerlo forte e sussurrargli che lo avrei protetto io dalla violenza che in questo periodo subisce la natura da parte dell' uomo. Nel mio l'ho fatto, con l'immaginazione che resta a noi bambini. Se gli adulti dovessero approfittare del mio nuovo migliore amico e fargli del male comincerei ad avere sempre meno contatti con la natura. Se dovessero farlo con tutti quanti gli animali non avrei più la mia immaginazione. È vero, ho paura di diventare come loro, ma questi pensieri erano ormai svaniti grazie allo spettacolo che mi ritrovavo davanti, grazie al delfino dei miei sogni”.
Indovinello
di Viviana Botto
“Abito in una casa con il portico... ho una piscina grandissima che tutti, stranieri soprattutto mi invidiano... Mi amano tutti anche chi non mi conosce di persona... ho sempre cibo alla mia mensa e il detto ci vuole sale nella vita per me è una regola giornaliera, chi sono? un magnate direte voi...no sono solo un delfino in Arno!!”
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