Sicurezza
Il prefetto: pronti ad applicare i Daspo urbani
Nasce una commissione per studiare con il Comune i criteri di applicabilità in città del decreto Minniti
PISA. Potrebbero essere gli spacciatori che sono soliti gravitare nella zona della stazione ferroviaria, soprattutto sotto i loggiati di viale Gramsci, ad essere, se ovviamente sorpresi in flagranza a compiere il reato, ossia cedere dosi di droga ai tossicodipendenti, i primi “destinatari” del cosiddetto Daspo urbano.
È la nuova misura messa a punto nell’ambito di quello che è stato denominato da alcune settimane come “decreto Minniti”, dal nome dell’attuale ministro dell’Interno. Si tratta di un pacchetto di interventi urgenti in materia d’immigrazione e di sicurezza urbana che prevede, in particolare, forme di cooperazione rafforzata tra i prefetti e i Comuni dirette a incrementare i servizi di controllo del territorio e definisce, anche mediante il rafforzamento del ruolo dei sindaci, nuove modalità di prevenzione e di contrasto all’insorgere di fenomeni di illegalità come, ad esempio, lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, il commercio abusivo e l’illecita occupazione di aree pubbliche. A questo proposito è stata anche introdotta la possibilità di imporre il divieto di frequentazione di determinati pubblici esercizi e di aree urbane a quei soggetti considerati in grado di causare un particolare allarme sociale.
È questo, appunto, il Daspo urbano, che, come succede nello sport quando si vieta a certe persone l’ingresso alle manifestazioni, permette di inibire per un anno l’accesso a luoghi ben precisi a chi deturpa zone di pregio della città oppure fino addirittura a cinque anni per chi spaccia.
Proprio ieri mattina il decreto Minniti e i possibili provvedimenti relativi alla città di Pisa sono stati al centro di una riunione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il vertice è stato presieduto dal prefetto Attilio Visconti. Dei risultati ne abbiamo parlato subito dopo la conclusione direttamente con lui insieme al questore Alberto Francini, al comandante provinciale dei carabinieri Nicola Bellafante e a quello della Polfer Giovanni D’Allestro. «In sede di comitato - afferma Visconti - ho invitato il Comune di Pisa ad approfondire fin nei dettagli il decreto Minniti e a valutare bene la sua applicabilità sul territorio. Riguardo a quest’ultima, l’amministrazione comunale sarà adeguatamente supportata da un’apposita commissione che s’insedierà la prossima settimana e che sarà coordinata dal vice prefetto vicario Valerio Massimo Romeo. Ovviamente, il decreto Minniti e le sue possibilità applicative riguarderanno tutte le zone del comune, non solo l’area della stazione e di piazza Vittorio Emanuele. Perché tra i cittadini non ci devono essere figli e figliastri, tutti devono avere pari diritti rispetto alla propria sicurezza».
Daspo urbano e divieto di vendita degli alcolici potrebbero essere le due direttrici che la commissione del decreto Minniti potrebbe velocemente imboccare, a partire nel giro di poco tempo proprio dall’area della stazione ferroviaria. «Insieme al Comune - aggiunge il prefetto - potremmo pensare ad un’ordinanza per il divieto di alcol con decorrenza dalle 20 o dalle 21. Nel caso funzionasse, potrebbe essere successivamente allargata dalla zona della stazione fino a quella parte del centro interessata dal fenomeno della mala-movida».
Già nei prossimi giorni, sempre alla stazione e nelle aree limitrofe, sarà ampliata la maglia oraria dei controlli. «Nonostante la coperta degli organici a disposizione sia sempre piuttosto corta - sottolinea Visconti - ho chiesto alla questura di potenziare l’opera di monitoraggio anti-crimine e rimodulare la presenza delle forze di polizia affinché venga assicurata anche la copertura della fascia serale dalle 20 alle una di notte».
«Dalle 8 alle 20 - conferma il questore Alberto Francini - l’impegno sull’area della stazione e di piazza Vittorio Emanuele è già notevole, con diversi uomini sempre presenti tra noi della Polizia di Stato (compresi gli agenti della Polfer nella zona di pertinenza della stazione ferroviaria), i carabinieri, gli uomini della Guardia di Finanza, i militari dell’Esercito e i vigili urbani. Ma cercheremo di fare ancora di più, “spalmando” il personale fino alle una di notte».
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