Il Tirreno

Pisa

Esplosione dei voucher, più 29% rispetto al 2015

di Danilo Renzullo
Esplosione dei voucher, più 29% rispetto al 2015

I buoni da dieci euro monopolizzano sempre di più il mercato del lavoro Nel 2016, in provincia di Pisa, ne sono stati staccati oltre novecentomila

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PISA. Le nuove norme hanno frenato l'uso incontrollato dei voucher, ma i buoni lavoro da 10 euro continuano ad occupare una grande fetta del mondo del lavoro, che da precario si è trasformato in voucherizzato. E la provincia di Pisa, seppur non inclusa in quelle dove l'uso si è trasformato in un abuso, a livello regionale, non può certo considerarsi un'isola felice. Con un utilizzo dei buoni usati per retribuire le prestazioni di lavoro accessorie ancora in crescita. Un'esplosione che, unita a quello che Fabio Giovagnoli, presidente dell'istituto di ricerca della Cgil regionale Ires Toscana, definisce «un flop, ormai accertato, degli incentivi previsti dal Jobs Act», rende «evidenti i limiti e le contraddizioni di un'occupazione sempre più incerta e continuamente soggetta all'impoverimento della qualità». Con il lavoro stabile - quello dignitosamente retribuito e tutelato -, lentamente sostituito dall'occupazione precaria, diventata effimera con il boom dei voucher. Il cui uso è stato frenato dalla stretta delle nuove norme, ma non fermato. Nel periodo gennaio-dicembre 2016, la provincia di Pisa ha registrato un incremento di circa 29 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2015, quando l'uso dei voucher è più che triplicato rispetto ai due anni precedenti. Tradotto in numeri, secondo i dati dell'Inps, lo scorso anno a Pisa e provincia tabaccherie, sportelli bancari, uffici postali e quelli dell'Inps (dove sono acquistabili i buoni lavoro) hanno staccato 911.411 voucher, comprati da aziende, imprenditori e datori di lavoro per pagare oltre 9,1 milioni di prestazioni lavorative. Un dato simile alla media regionale, che nel 2016 ha registrato un incremento del 29,4% (a novembre 2016 risultano venduti in Toscana circa 9,6 milioni di voucher rispetto ai 7,4 venduti nel 2015: dato destinato a crescere nel 2017 visto che a gennaio ne sono stati venduti già 628.489, 62.520 in più rispetto a quelli di gennaio 2016), che piazza Pisa al quinto posto nella graduatoria delle province toscane che fanno maggiormente ricorso al buono da 10 euro (dopo Firenze, Lucca, Livorno e Siena).

Un dato che mostra inequivocabilmente come questo strumento nato per combattere il lavoro nero nelle prestazioni occasionali (soprattutto domestiche e nel settore agricolo) sia utilizzato ben oltre quella che era la sua ragione originaria. «Probabilmente - continua nell'analisi Giovagnoli - i voucher vanno a compensare il vuoto lasciato dal lavoro a progetto, abrogato con il decreto attuativo del Jobs Act, con un effetto sostituzione sulla domanda di lavoro».

Lavoro a progetto, ma non solo. I buoni lavoro hanno “colonizzato” ogni settore produttivo ed in particolare quelli da sempre ritenuti più precari e che fanno ricorso al lavoro stagionale. Non è un caso, infatti, che a Pisa e provincia il settore trainante nella vendita dei buoni lavoro sia il commercio, che ha registrato 124.033 voucher acquistati nel periodo gennaio-dicembre 2016. A seguire il turismo con 108.303 e il settore dei servizi con 71.108 buoni. Un boom favorito anche da un meccanismo di utilizzo estremamente semplice (il datore di lavoro acquista i voucher, che hanno un valore nominale di 10 euro per ogni ora di lavoro di cui 7,5 vanno al lavoratore mentre i restanti 2,5 finiscono in contributi, spese di gestione Inps e copertura Inail, e li consegna al collaboratore) e da poche norme che ne regolano l'uso, nonostante la “tracciabilità” introdotta ad ottobre dal governo che impone l'obbligo di invio di sms o mail all'Ispettorato almeno 60 minuti prima dell'inizio del lavoro. Una norma che evidentemente ha frenato, ma non impedito l'ulteriore crescita del lavoro voucherizzato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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