Il Tirreno

Pisa

Cisanello, un nuovo centro specialistico per cambiare sesso

In funzione da oggi. Lo dirige il chirurgo Girolamo Morelli «Raddoppieremo le operazioni con tecniche più avanzate»

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PISA. Donne che per anni hanno abitato nella mente di uomini, uomini costretti a vivere in un corpo di donna. Sono i destini incrociati dei transgender, di chi sente nel cuore un’identità che non coincide con il genere che la natura gli ha “assegnato”. Per molti uomini e donne cambiare sesso è spesso un’odissea, prima interiore e poi burocratica, un percorso accidentato e rallentato da liste d’attesa interminabili.

A Pisa non sarà più così. Grazie a una delibera approvata dal direttore Carlo Tomassini il 22 febbraio, entra in funzione oggi nel padiglione 7 di Cisanello un centro specializzato nel percorso diagnostico e terapeutico per la disforia di genere. A dirigerlo sarà Girolamo Morelli, l’urologo e chirurgo che per primo in Toscana eseguì nel 2011 un intervento per la riattribuzione del sesso. Mario diventò Laura a 43 anni, e da lì in poi, insieme a Torino e Trieste, il policlinico divenne uno dei punti di riferimento per decine di persone che dall’Italia e dall’estero cercavano una risposta sanitaria ad un’urgenza psicologica, esistenziale e sociale. Una risposta che, seppure d’eccellenza dal punto di vista della qualità delle cure, finora non ha mai soddisfatto una domanda aumentata di pari passo con le battaglie e le conquiste dei diritti civili.

In questo momento sono ben 70 i pazienti in attesa di un intervento di riattribuzione del sesso a Pisa. Numeri record, certificati anche dalla presenza del Consultorio transgenere che la Regione finanzia da oltre dieci anni a Torre del Lago e con cui l’Aoup ha stretto una convenzione proprio per la creazione del nuovo centro specialistico. «Contrariamente a quanto si potrebbe pensare - spiega Morelli - sono quasi tutti italiani, in maggioranza toscani e giovani. Sempre più spesso si tratta di 18enni che arrivano accompagnati dai genitori e chiedono di fare in fretta». Per chi vive il dramma della disforia operarsi è una «questione di vita o di morte».

Per questo una delle strategie attuate dalla direzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria è stata quella di dividere il percorso clinico dalla routine dell’urologia e degli altri reparti coinvolti. Sale operatorie dedicate, un contratto per un nuovo chirurgo e un percorso strutturato su una gestione multidisciplinare della patologia, che segua i pazienti dalla prima all’ultima fase, e cioè dagli incontri con gli psicologi alle terapie ormonali fino al lettino operatorio e al follow up post-operatorio. Per farlo lavoreranno insieme alcuni degli specialisti di vari settori (psichiatra, endocrinologo, chirurgo generale e chirurgo plastico, anestesista, ginecologo, urologo) e le équipe di 11 unità operative diverse, dall’Urologia 2 ai reparti di Endocrinologia. Obiettivo: diventare un centro d’eccellenza in Italia.

Del resto, dalle prime operazioni ad oggi, Morelli e la sua équipe hanno fatto passi da gigante. Ogni mese il chirurgo vola in Inghilterra, dove insegna alla London University, riportando in Italia tecniche di ricostruzione dei genitali sempre più avanzate.

«Finora riuscivamo ad eseguire a Cisanello circa 10-12 interventi all’anno. Con l’istituzione di un centro dedicato arriveremo almeno a 20 operazioni all’anno. Competeremo per volumi con Torino, Trieste e Bari, i migliori in Italia in questo settore». Non solo. Fra poco si aprirà una sinergia con Firenze, per creare una centro unico regionale per le disforie che fra Pisa e Firenze macini circa 40 casi all’anno.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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