La protesta
NERAZZURRI
PISA. Calore e colore. Anche a centinaia di chilometri di distanza. In una piazza trasformata in un'inedita, silenziosa, curva. Colorata dallo sventolio delle bandiere ed animata dalla voce dello...
PISA. Calore e colore. Anche a centinaia di chilometri di distanza. In una piazza trasformata in un'inedita, silenziosa, curva. Colorata dallo sventolio delle bandiere ed animata dalla voce dello speaker radiofonico "sparata" da due amplificatori installati in piazza Garibaldi. Dove per novantaquattro lunghissimi minuti si fondono sofferenza, rabbia, ma anche gioia.
Gioia per quel gol in extremis che ha fatto "esplodere" la piazza popolata da un centinaio di supporter nerazzurri che al termine del corteo contro gli 87 Daspo si sono riuniti per ascoltare quella partita che hanno disertato per contestare i provvedimenti che vieteranno l'ingresso negli stadi a decine di tifosi.
Il corteo è ormai terminato. Gli ultimi slogan a sostegno del Pisa e dei vecchi e nuovi diffidati riecheggiano in piazza Garibaldi. Le bandiere si ammainano. L'unico pensiero è per gli uomini di mister Gattuso, lontani oltre trecento chilometri. Si accende la radio. Alla vecchia maniera. Niente, o poca, tecnologia. Qualcuno cerca disperatamente le immagini sui cellulari, ma è la radio a diffondere quelle emozioni che i presenti sono abituati a vivere in prima persona.
Questa volta però è diverso. E da Novara, è lo speaker radiofonico a spiegare i motivi di quell'assenza dei tifosi pisani. In piazza Garibaldi, si alza un applauso. Poi un coro. E il calore e il colore si fondono idealmente con quello delle decine di supporters che hanno raggiunto il Silvio Piola di Novara. Qualcuno inizia a lasciare la piazza. Alla radio preferisce la pay-tv. In qualche bar o, più comodamente, dal divano di casa.
Lo zoccolo duro del tifo pisano resta lì, in quella piazza trasformata in un'inedita curva. Colorata, ma silenziosa. In una sorta di sciopero del tifo contro la valanga di Daspo piombata addosso alla tifoseria nerazzurra. Una scena quasi surreale, in una piazza che solo pochi mesi fa ha ospitato una festa attesa da anni in città per una promozione che i tifosi hanno difeso con le unghie e con i denti.
Turisti e passanti si fermano ad osservare. Restano sorpresi da quello sventolio di bandiere e da un impianto che diffonde la cronaca di una partita, interrotta dal boato e dall'abbraccio per la rete del pareggio. Una scena più unica che rara nell'era dello streaming e della tv a pagamento.
Qualcuno chiede spiegazioni e in cambio riceve un dettagliato report della giornata. Altri riavvolgono il nastro e si avventurano nel racconto di quasi sei mesi di lotta, riassunta in quello striscione che svetta a pochi metri dalla statua dedicata a Garibaldi, "Pisa non si piega". Che oggi, come ieri, unisce la tifoseria all'intera città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
