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Le diffide fanno litigare i sindaci Pd
Barnini (Empoli): «Solidale con la polizia, Filippeschi dovrebbe dosare le parole»
EMPOLI. «Solidale con il commissariato e il dirigente Francesco Zunino, il sindaco di Pisa dovrebbe pesare le parole prima di fare dichiarazioni così leggere».
La sindaca di Empoli Brenda Barnini non lascia passare le parole del suo collega, anche di partito (Pd), Marco Filippeschi che si è detto dispiaciuto per la pesantezza dei provvedimenti, 87 Daspo, decisi dopo la partita Pisa-Brescia che si disputò a Empoli.
Per il sindaco pisano il dispiacere deriva «dalla pesantezza e dall'estensione dei provvedimenti verso i tifosi per la partita di Empoli contro il Brescia. Le violenze e il ferimento di uomini delle forze dell'ordine non si giustificano. Al contempo è certo che per quei fatti non ci fu premeditazione e che l'organizzazione dell'accesso dei tifosi ospiti ebbe delle falle, permettendo contatti inattesi che di solito si prevengono. Io stesso ne fui testimone, nel percorso che mi portò ad entrare nello stadio» Troppa faziosità, per la sindaca, si rileva nelle parole del primo cittadino pisano che si scaglia contro «una gestione dell’ordine pubblico poco accorta ».
Il 17 settembre scorso, vicino allo stadio Castellani, ci furono disordini tra i tifosi lombardi, quelli nerazzurri e la polizia. Tre agenti, un funzionario di polizia, due tifosi rimasero feriti. Otto tifosi pisani vennero arrestati e poi subito rilasciati. Nelle settimane seguenti la sindaca Brenda Barnini chiese al prefetto di Firenze Alessio Giuffrida di non far svolgere più le partite del Pisa allo stadio Castellani. Una richiesta accolta nell’ambito di una riunione che si tenne con le rispettive questure e prefetture. Ora, al termine degli accertamenti della polizia, sono stati disposti complessivamente 87 Daspo.
Da qui la polemica tra Empoli e Pisa si è riaccesa: ieri mattina circa 500 tifosi pisani hanno partecipato alla manifestazione di protesta promossa dai gruppi organizzati contro le diffide collettive in arrivo in questi giorni. La questura di Firenze ha, infatti, emesso gli 87 Daspo a carico dei supporter nerazzurri, una misura considerata spropositata da gran parte della tifoseria pisana. Dopo il raduno in piazza Garibaldi il corteo ha raggiunto la prefettura per un presidio di qualche minuto per poi proseguire verso il Comune. Infine, sono tornati in piazza di Garibaldi dove poi hanno ascoltato attraverso la radio, la partita del Pisa impegnato a Novara. Ma oltre ai tifosi, all’arrivo dei provvedimenti della questura di Firenze, è arrivato anche il commento del sindaco di Pisa. «Sono dispiaciuto - aveva detto giovedì Filippeschi - per la pesantezza e l’estensione dei provvedimenti presi». «Le violenze e il ferimento degli uomini delle forze dell’ordine non si giustificano - aveva aggiunto - al contempo è certo che per quei fatti non ci fu premeditazione e che l’organizzazione dell’accesso dei tifosi ospiti ebbe delle falle permettendo contatti inattesi che di solito si prevengono».
E aggiunge la sua testimonianza diretta: «Io stesso ne fui testimone nel percorso che mi portò ad entrare nello stadio. E poi per le telefonate che ricevetti dopo che i guai erano già stati fatti, dispiaciute ma non certo rivendicative. Inoltre si deve valutare il comportamento positivo e costruttivo tenuto dalla tifoseria organizzata durante la crisi della società. Chiediamo che le autorità tengano in considerazione questi aspetti che alla città appaiono importanti».
Di tutt’altro avviso la sindaca Barnini: «La serenità e la correttezza che ogni domenica ci sono attorno al nostro stadio sono merito di forze dell'ordine competenti e ben guidate e di una tifoseria di casa attaccata allo sport invece che alla violenza - dice in modo secco e determinato Barnini - Peccato che a distanza di mesi da quanto accaduto con i tifosi pisani, il tempo non sia servito a portare consiglio e dispiace poi che a mettere in discussione la qualità del lavoro dei responsabili dell'ordine pubblico e della sicurezza sia un collega sindaco».
Francesco Turchi
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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