Italia
C’è la svolta alla Teseco due le offerte presentate
Stamani alle 10, in Tribunale a Pisa, si aprono le buste. Per il ramo d’azienda del Business unit bonifiche si è fatta avanti la Waste Recycling di Santa Croce
PISA. La certezza ci sarà solo questa mattina alle 10. Le decine di dipendenti della Teseco possono però già tirare un sospiro di sollievo. L'azienda leader in Italia nel settore delle bonifiche ambientali e nel trattamento dei rifiuti cambia pagina, ma prosegue quella storia industriale iniziata nel 1984 e messa a rischio negli ultimi anni con una crisi che, dal 2010, ne ha dimezzato i fatturati. E che ha costretto la società di via Ragghianti a mettersi sul mercato attraverso un concordato preventivo con continuità aziendale (dichiarato nell'ottobre 2015) che, dopo tre aste andate deserte, ha visto una svolta ieri, al termine della presentazione delle offerte per l'acquisto dell'azienda, "spacchettata" in due rami: il "Business unit impianti" (il ramo d'azienda più importante della società) e il "Business unit bonifiche", tramite il quale la Teseco è attiva su numerosi siti nazionali inquinati. Due le offerte depositate al Tribunale di Pisa. Altrettante le possibili strade per salvare quella ultratrentennale storia industriale e parte dei lavoratori impiegati.
Le offerte potrebbero riferirsi allo stesso ramo d'azienda (in questo caso si procederà ad una gara) o a rami diversi (assegnazione diretta). Un'offerta per l'acquisizione del Business unit bonifiche è stata presentata lo scorso dicembre dalla Waste Recycling (società del gruppo Herambiente), una delle più importanti aziende nazionali attive nello smaltimento dei rifiuti industriali e del trattamento degli scarti di lavorazione provenienti da vari cicli produttivi con sede legale a Santa Croce sull'Arno. L'offerta, che dovrebbe aggirarsi attorno agli otto milioni di euro, prevede il mantenimento di 46 dei 61 lavoratori attualmente occupati nel Business unit bonifiche e il graduale assorbimento di altri 14 dipendenti (sette nell'arco del 2018 e altri sette entro 31 dicembre 2019). La seconda offerta, depositata ieri mattina, dovrebbe riferirsi al secondo ramo aziendale. La "svolta", è stata comunicata ieri ai lavoratori (155 quelli impiegati fino a qualche mese fa) durante un'assemblea convocata dai rappresentanti sindacali.
«Siamo soddisfatti a metà - commenta Leonardo Fagiolini, segretario della Fp-Cgil di Pisa -. L'azienda ha sfiorato il fallimento e quindi anche il licenziamento dell'intera forza lavoro. Qualunque sia il risultato della gara, resta il rammarico per il mancato riassorbimento di tutti i lavoratori e il reintegro di una parte di quelli già licenziati».
Nei mesi scorsi, la società ha aperto una procedura di mobilità che, secondo l'accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro, dovrebbe concludersi il prossimo aprile con il licenziamento dell'intera forza lavoro, in parte già mandata. L'arrivo di una nuova proprietà interromperà il graduale licenziamento dei lavoratori che, già oggi, dovrebbero firmare nella sede dell'Unione industriale di Pisa, i nuovi contratti di lavoro con l'azienda che subentrerà alla storica gestione della Teseco.
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