Il Tirreno

Pisa

«No al congresso anticipato prima ritroviamo l’unità»

di Francesco Loi
«No al congresso anticipato prima ritroviamo l’unità»

Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale: individuiamo subito una figura condivisa che coordini e ripartiamo da una conferenza organizzativa che giri per i quartieri

5 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dietrofront. Il congresso provinciale non sarà anticipato. E le primarie per la scelta del candidato sindaco? Più no che sì. Ma su tutto l’esigenza di ritrovare un’unità d’intenti che resta la sfida più difficile. Ma come riparte il Pd pisano nel nuovo anno? «La parola d’ordine è “insieme”», dice Antonio Mazzeo, consigliere regionale e vicesegretario toscano dei democratici, oltre che esponente renziano di punta.

Mazzeo, ma il Pd ha o no le idee chiare da dove ripartire nel post-Renzi premier e il No al referendum?

«Il Pd pisano, così come quello regionale e quello nazionale, deve ripartire da una grande campagna d’ascolto che ci metta in grado di riattivare le tante energie che abbiamo al nostro interno, a partire dai circoli, dagli iscritti e dai militanti. Lo faremo con umiltà, passione e determinazione, chiedendo anche a quella parte del gruppo dirigente che nell’ultimo periodo è rimasta alla finestra di assumersi nuovamente la propria responsabilità. Dobbiamo stare meno nelle stanze in cui legiferiamo e più nelle piazze dove la gente si sente insicura o nei luoghi dove il lavoro sta sparendo».

Quanto il risultato del referendum ha mutato gli equilibri interni al partito?

«Il referendum non ha cambiato gli equilibri interni al Pd di Pisa, ma ha detto chiaramente che il Paese è irriformabile. Mescolare le due vicende vorrebbe dire non aver capito il messaggio di quel voto, e la cosa non serve a nessuno. Tanto meno al Pd o a qualche suo dirigente».

Dopo l’annuncio di dimissioni del segretario Lari, si terrà davvero un congresso provinciale anticipato?

«No, il partito nazionale ha scelto di andare a congresso solo dove sono in atto commissariamenti e questo non riguarda Pisa. Indipendentemente dalla data, è arrivato però il momento di mettere da parte le divisioni e gli interessi singoli per preparare al meglio, nei prossimi mesi, la fase congressuale».

Sì, ma in concreto a cosa pensate?

«Vorremmo partire da una conferenza organizzativa che giri quartiere per quartiere, comune per comune per ascoltare le preoccupazioni dei territori, ma anche per raccontare quello che abbiamo fatto in questi anni a livello nazionale e locale. Mi piacerebbe che questa fase si chiudesse con un grande evento in cui parlare del ruolo di Pisa in Toscana e di come riorganizzare il partito. Un momento per discutere di programmi e non di nomi o tanto meno di correnti».

Ma a sinistra hanno già chiesto un congresso vero e non accordicchi: cosa replica?

«Anzitutto, se il percorso è quello che ho detto, serve trovare da subito una figura condivisa che si prenda l’onere di coordinare la nostra comunità. Quando poi faremo il congresso sono d’accordo anche io che debba essere vero, ma a partire da una base comune, da costruire in questi mesi durante la conferenza organizzativa, per misurarsi poi su piattaforme programmatiche diverse in maniera franca e onesta. Delle nostre dinamiche interne ai cittadini non interessa niente. Parliamo invece di sociale, di lavoro, di lotta alla povertà, di sicurezza».

Quale esito attende o almeno auspica?

«Il congresso non deve essere una conta interna o un momento divisivo, ma un’occasione di crescita collettiva. Confrontiamoci e discutiamo, certo, ma per uscire più forti e non più deboli».

In giro si dubita che il Pd pisano delle correnti e dei tanti candidati al post-Filippeschi saprà ricompattarsi in vista delle amministrative...

«Io invece sono certo che ce la faremo. Lo ribadisco: questo è il momento dell’unità e non delle divisioni. Abbiamo davanti una grande responsabilità che è quella di costruire le soluzioni migliori per chi vive e lavora in questa città. Un compito che non spetta solo al Pd, ma a tutte le forze del centrosinistra. La Pisa del futuro è un libro che non si scrive da soli, ma insieme».

Una volta per tutte: primarie sì o no per il candidato sindaco?

«Le primarie funzionano dove c’è una comunità che sa stare insieme, dove sono un valore aggiunto che rafforza una unione e non una debolezza che acuisce una divisione. Prima di tutto va dunque ricostruito questo senso di comunità e una condivisione tra le forze di centrosinistra sul percorso verso le amministrative. Insieme decideremo poi la strada migliore per esprimere la candidatura più forte ed autorevole per vincere le elezioni».

Gli alleati della lista civica chiedono più considerazione e un serio programma di governo cittadino, altrimenti dicono che hanno il loro candidato: cosa ne pensa?

«Loro sono stati importanti per la qualità delle proposte politiche che hanno messo in campo nel corso della legislatura. Si riparte da loro e da tutte le forze riformiste che vorranno stare all’interno di un ragionamento condiviso».

Cosa chiede, e cosa si aspetta. dall’ultimo anno del mandato Filippeschi?

«I risultati sul gradimento riportati dal Sole 24 Ore evidenziano intanto la bontà del lavoro fatto da questa amministrazione. Sappiamo però che ci sono alcuni temi sui quali vengono chiesti interventi più efficaci, a partire da sicurezza e decoro urbano. Questa per i cittadini e per gli operatori economici è una priorità e di conseguenza lo è anche per la politica. In consiglio regionale abbiamo destinato a questo tema i soldi risparmiati in bilancio e quelle risorse sono state usate per avere più telecamere nella zona della stazione. Anche su questo però dovremo lavorare tutti insieme coinvolgendo istituzioni, categorie, associazioni, cittadini. Dire ad esempio che servono presidi fissi nelle zone più a rischio non significa rincorrere i populismi, ma combattere con forza la microcriminalità».

Teme più un candidato grillino o uno di centrodestra? Oppure teme di più il Pd?

«Rispettiamo tutti e non temiamo nessuno. Sappiamo però una cosa: se il Pd e il centrosinistra sono uniti vincono, se si dividono perdono. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle, non vogliamo accada di nuovo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore