Toscana
Il delfino è riapparso in Arno, sarà studiato dagli scienziati
Per il suo strano “girovagare” nelle acque di un fiume sarà oggetto di una pubblicazione specifica Nuti: «Un fenomeno rarissimo, che in Italia non si è mai visto». A Pisa è ormai diventato un’attrazione
PISA. È diventato ormai una sorta di attrazione. Per la gioia di grandi e piccini che, ad ogni avvistamento, si riuniscono sui ponti cittadini per cercare di scorgere la sua pinna e assistere a qualche acrobazia. Il "delfino dell'Arno" è diventato però anche un caso. Unico, almeno in Italia. Che sarà oggetto di studi e possibili interpretazioni scientifiche per quello strano "girovagare" nelle acque di un fiume, che saranno poi raccolti in una pubblicazione a cura del Cetus. Il centro di ricerca viareggino che monitora il Santuario dei Cetacei, che ieri pomeriggio è dovuto intervenire con due biologi nel tratto di acqua tra il ponte della Ferrovia e il ponte dell'Aurelia dopo l'ennesima segnalazione di avvistamento di quel cetaceo che, dallo scorso 30 dicembre, ha deciso di stabilirsi nell'Arno, nonostante i tentativi di accompagnarlo verso il mare (ieri si trovava ad una distanza di circa 5,5 chilometri dal mare, 500 metri in più rispetto all'ultimo avvistamento). Si tratta di un esemplare di maschio adulto di oltre 20 anni di età (lungo circa 2,5 metri) della specie tursiope. La stessa che costituisce il branco di circa 250 individui (il più grande del Mediterraneo) che il centro Cetus monitora nella zona marina tra l'Arno e Viareggio. E da dove il "delfino di fiume" si è probabilmente allontanato. «I motivi sono sconosciuti - spiega Silvio Nuti, fondatore del Cetus -. Spesso, giunti ad una certa età, gli esemplari maschi tendono ad isolarsi e ad avere strani atteggiamenti, ma questo è un fenomeno rarissimo che in Italia non è mai avvenuto. Sul fondo dell'Arno, costituito da acque salmastre, sembra aver trovato un habitat favorevole, anche grazie all'abbondanza di pesce da "cacciare". È sicuramente una situazione "contro natura", ma le condizioni di salute del cetaceo continuano a rimanere ottime e per questo è stato deciso di non forzare il suo ritorno in mare».
Il centro di ricerca viareggino continuerà a monitorare le condizioni del delfino e avvierà uno studio sul cetaceo che sarà raccolto in una pubblicazione scientifica.
Danilo Renzullo
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