Gioco
I giurati ai fornelli e a tavola si siedono gli chef pisani
Originale e simpatica serata conclusiva per il Premio della Ristorazione all’istituto alberghiero Matteotti
PISA. Dopo aver giudicato 29 chef del Premio della Ristorazione Pisana, è toccato ai componenti della giuria la pena del contrappasso passando dall'altra parte della barricata: loro quindi in cucina, con i ristoratori a tavola pronti a votare le diverse portate.
È stato questo il simpatico tema della serata che Confesercenti Toscana Nord ha organizzato insieme all'istituto alberghiero Matteotti come gran finale dell'edizione numero quattordici del premio. I componenti della giuria, guidati dal preside dell'alberghiero Salvatore Caruso e coadiuvati in cucina da alcuni studenti, hanno proposto un menù ambizioso che alla fine ha trovato l'approvazione dei ristoratori-clienti: lonza di maiale su cupola di insalatina con carpaccio di pere e pecorino, ravioli di zucca con dadolata di zucca gialla e gherigli di noce, peposo rivisto accompagnato da uno sformatino di broccoli e carote e castagnaccio di farina bio della Garfagnana con ricotta. A fare gli onori di casa Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, e Stefano Campazzi nel duplice ruolo di cuoco e di coordinatore di Pisa Quality Restaurant.
«Visto il successo dell'edizione 2016 del Premio - ha spiegato Romoli - era giusto una serata finale diversa dal solito, per ringraziare i ristoratori che quest'anno si sono messi in gioco con un numero record di partecipazione. Per una volta la commissione ha provato cosa vuol dire stare tra i fornelli con la preoccupazione del giudizio, forse nella prossima edizione saranno più buoni».
Prossima edizione che ha già scelto il piatto sul quale gli chef dovranno sfidarsi. Ha concluso Romoli: «Il 2017 sarà un anno speciale perché il Premio toccherà i quindici anni di vita e per l'occasione il piatto protagonista sarà l'antipasto di terra caldo. Ma per i ristoranti pisani le sfide non finiscono qui. A giugno infatti torna il “Gioco del ponte a tavola” con i locali di Tramontana e Mezzogiorno che si sfideranno con un piatto tipico della tradizione gastronomica pisana: dopo la zuppa, la trippa e lo stoccafisso, quest'anno sarà la volta del picchiante».
La parola è poi passata a Salvatore Caruso, preside del Matteotti, che annunciato una nuova iniziativa della sua scuola: «Ogni ultimo martedì del mese il nostro istituto si aprirà alla città per fare conoscere ai pisani la qualità dei nostri studenti. Saranno i ragazzi del corso serale a gestire come un vero ristorante l'istituto, dalla cucina alla sala e all'accoglienza».
La serata si è conclusa con la “votazione” da parte dei ristoratori, che hanno ricevuto una scheda (si doveva scegliere su una valutazione tra 9 e 10 per espressa volontà dei cuochi...) in cui il giudizio verteva sulla presentazione dei piatti, l'equilibrio, i colori. E il gusto? L'applauso finale della sala ai “cuochi per una sera” è stato il loro giusto premio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
