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Pisa

Da Bulgarella il Comune vuole recuperare 6 milioni

Da Bulgarella il Comune vuole recuperare 6 milioni

Decreti ingiuntivi e pignoramenti per debiti tributari dovuti a Ici, Imu e rifiuti Per ripartire con i lavori alle torri sarà chiesta una fidejussione bancaria

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PISA. «Da tempo abbiamo iniziato il recupero dei crediti vantati dal Comune verso le società di Bulgarella. C’è anche un pignoramento in corso».

L’assessore Andrea Serfogli, delega al patrimonio e ai tributi, si è mosso per tempo per tutelare le casse municipali da un eventuale mancato incasso.

La decisione del gruppo di Andrea Bulgarella di presentare in Tribunale un piano per ristrutturare i debiti con gli istituti di credito (patrimonio sui 600 milioni, debiti bancari intorno ai 150) è un aspetto che può innescare effetti collaterali anche per Palazzo Gambacorti. È un timore paventato da chi, tra le forze di opposizione come Ciccio Auletta (Una Città in Comune-Prc), fa presente che sistemare i debiti con le banche non significa farlo anche con il Comune.

È dal 2013 che Sepi, esattore per conto del municipio, ha messo sotto la lente del recupero crediti diverse società dell’imprenditore siciliano.

Si stimano in almeno 6 milioni di euro i debiti fiscali collezionati per mancati pagamenti di Imu, Ici, Cosap, Tarsu in capo alle imprese del costruttore. A questo fronte se ne aggiunge un altro, quello delle fidejussioni per i cantieri su Pisa garantite da polizze stipulate con società in liquidazione o cancellate. L’importo è sui 5 milioni di euro.

Il grosso restano i 6 milioni e passa su cui mettere le mani.

Una parte ha già iniziato a fare rientro con le azioni legali e un pignoramento su alcuni affitti.

«Sepi si sta occupando di Bulgarella da anni – chiarisce Serfogli –. Tutto quello che potevamo e dovevamo fare è stato eseguito. Nessun favoritismo. Ci sono decreti ingiuntivi e pignoramenti a tutela del Comune già da tempi non sospetti».

Se l’imprenditore, una volta ottenuta la moratoria per le azioni legali grazie al piano di rientro con le banche, sarà messo in condizione di ripartire con i cantieri, il braccio di ferro fiscale con Palazzo Gambacorti seguirà il suo iter.

Uno degli obiettivi della ripartenza, senza la zavorra debitoria, è la conclusione delle torri di via Bargagna.

Scadute le autorizzazioni per il cantiere - costato finora circa 5 milioni al gruppo Bulgarella – , la garanzia chiesta dal Comune sarà quella di una fidejussione prestata da banche o assicurazioni primarie. Non saranno più accettate fidejussioni di società estere o con capitali sociali irrisori rispetto alla massa creditizia da garantire.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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