Il Tirreno

Pisa

«Non possiamo contrastare le scelte fatte da Poste»

«Non possiamo contrastare le scelte fatte da Poste»

I sindaci di Calci e Vecchiano sulla decisione della consegna a giorni alterni «Si tratta di un’azienda privata, sempre più distante dalla funzione sociale»

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CALCI. Dal prossimo mese di febbraio la consegna della posta nei comuni di Calci e San Giuliano avverrà a giorni alterni e non più in maniera quotidiana. Dopo che la settimana scorsa il sindacato Failp-Cisal aveva annunciato il piano di ristrutturazione di Poste Italiane, criticandolo duramente, che appunto prevedeva una rimodulazione del servizio di consegna, adesso scendono in campo i sindaci dei due comuni del Lungomonte inseriti nel piano. «Poste Italiane - spiegano il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori ed il collega di Calci Massimiliano Ghimenti - ormai società di diritto privato sempre più lontana dalla funzione sociale di servizio pubblico un tempo ricoperta, ha deciso che a partire dal prossimo mese di febbraio sarà progressivamente implementato in ulteriori aree del territorio nazionale il nuovo modello di recapito a giorni alterni. Nello specifico la riorganizzazione prevede che ci sia consegna a giorni lavorativi alterni: dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana, martedì e giovedì in quella successiva). Stesse modalità per la raccolta degli invii dalle cassette, mentre restano invariate le attività presso gli uffici postali». Questa riorganizzazione riguarda quasi 5.000 comuni in tutta Italia, 30 dei quali nella provincia di Pisa. Purtroppo, secondo Angori e Ghimenti, su questa decisione non è possibile intervenire a livello locale. «Il contrasto a queste manovre non poteva che essere svolto a livello nazionale. Non si tratta di misure che possono essere contrastate dai singoli territori che invece le subiscono, anche perché sono prese all'interno della legittimità del quadro normativo. Non è un caso che pur riguardando tutti i comuni in contemporanea, non vi sia potuta essere azione di contrasto indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni del territorio provinciale. Lasciar credere il contrario ai cittadini - concludono i due sindaci - significa voler strumentalizzare la vicenda sul piano politico. Il gestore ha effettuato una scelta che non possiamo contrastare, ma che tuttavia non condividiamo minimamente. Essa infatti oltre a poter avere effetti negativi sul servizio, potrà portare a ricadute negative sotto il profilo occupazionale. Sul piano politico condanniamo pubblicamente e con forza questa scelta sostenendo le lotte sindacali già intraprese in tal senso».

Daniele Benvenuti

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