Il Tirreno

Pisa

L’aquila “vola” sopra Vecchiano

L’aquila “vola” sopra Vecchiano

Avvistato nei campi della bonifica un raro esemplare di rapace imperiale iberico

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VECCHIANO. Un rarissimo esemplare di aquila imperiale iberica è stato avvistato nei campi della bonifica di Vecchiano. Si tratta di un possente rapace con apertura alare che supera i due metri e che finora non era mai stato avvistato in Italia. Non a caso, sono giunti in zona decine di fotografi e birdwatchers provenienti da tutta Italia, per osservarlo e fotografarlo. La notizia è stata resa nota dalle sezioni pisane e versiliesi di Legambiente, Lipu sezione di Pisa, Wwf Alta Toscana e Cai Crtam (commissione regionale tutela ambiente montano). «In uno dei momenti più bui per la tutela dell'ambiente in Italia, la natura ci manda dei segnali della sua vitalità - si legge in un comunicato congiunto -. Oltre all'aquila, in questi giorni l'area ospita anche altre specie di rapaci che di rado svernano nei nostri territori, come l'albanella pallida, l'aquila minore, di cui sono stati avvistati almeno sei esemplari e cui se ne affiancano altri regolarmente presenti d'inverno come l'albanella reale, lo smeriglio, il falco pellegrino, oltre al falco di palude e al gheppio».

Le associazioni ambientaliste constatano che la zona «è disseminata di appostamenti di caccia e frequentata da cacciatori che praticano l'attività venatoria in forma fissa e vagante», auspicano «un comportamento corretto da parte dei cacciatori, a tutela di un patrimonio naturalistico» e sottolineano la necessità che «i sempre più scarsi organi di vigilanza ambientale si attivino per tutelare queste rare presenze faunistiche». L'aquila imperiale iberica è una specie rarissima a livello globale, con una popolazione conosciuta valutata in appena 375-390 coppie, che nidificano esclusivamente nella penisola iberica. «La Regione e il parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che appare sempre più come un soggetto evanescente e privo di guida, dovrebbero prendere coscienza di essere i custodi di un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità, non solo nazionale - aggiunge Legambiente -. Infatti, le specie migratrici di cui l'Unione europea ci chiede una sempre maggiore tutela, appartengono al patrimonio dell'intera umanità».(s.b.)

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