Gioco
Il libro-sfogo di una madre «Ecco i perché del dramma»
Carla Bertelli onora la figura del figlio Bernardo ricordandone i problemi con il padre. «Ha sempre subìto terribili sofferenze con grande dignità»
PISA. Oltre cinque anni dopo l'omicidio-suicidio di Maurizio Bandettini e di suo figlio Bernardo, è stato pubblicato un volume che racconta minuziosamente la vita della famiglia e l'origine del malessere che ha portato al tragico epilogo. L'autrice è Carla Bertelli, ex moglie di Maurizio e madre di Bernardo. In questi anni ha mantenuto uno stretto riserbo sulla vicenda, custodendo gelosamente i ricordi del suo amato figlio e la immane sofferenza della sua scomparsa. Il libro “Bernardo. Dalla favola alla tragedia” (Corsiero editore) è stato presentato ieri mattina nel Bastione San Gallo. Erano presenti la co-autrice Francesca Bertolini, Ruben Razzante, docente di diritto dell'informazione a Milano, e il giornalista Tommaso Strambi.
Era la sera del 13 settembre 2011. Bernardo Bandettini aveva dato appuntamento al padre Maurizio nel garage sotterraneo del complesso San Domenico, a pochi passi da Corso Italia. La compagna di quest'ultimo, non vedendolo tornare a casa, andò a cercarlo. Fu lei a scoprire la scena del delitto: Maurizio Bandettini era seduto alla guida della sua Audi, il figlio sul sedile posteriore. La calibro 45, che Bernardo stringeva ancora nella mano destra, aveva messo fine alla vita di due persone. Carla Bertelli negli ultimi anni ha scritto per cercare di esorcizzare il dolore e per raccontare una verità che, secondo lei, non emerse mai. Nel suo volume racconta dettagliatamente la genesi del rapporto con suo marito e la nascita del loro unico figlio. Un'infanzia favolosa che - come descrive Bertelli - si trasformò presto in un incubo, a causa del comportamento del padre. La figura paterna viene ritratto come incapace di voler bene al proprio figlio. E proprio la mancanza di questo affetto, di un rapporto vero, sembra aver dilaniato l'anima e il corpo di Bernardo, come spiega in una delle lettere trovate sul suo letto la sera della tragedia. Nella missiva datata 13 settembre 2011 si legge: «Sono malato di sclerosi multipla da tempo e questo stillicidio fatto di peggioramenti verso la disabilità importante mi ha eroso intimamente. Voglio precisare qui che la mia adorata mamma è stata l'unica persona che mi ha supportato in tutti questi anni. Il menefreghismo, l'egoismo e l'atteggiamento viscido di mio padre è stato intollerabile e troppo da opportunista. sono convinto che ci sia una correlazione tra la mia malattia e i suoi comportamenti degli anni Ottanta e Novanta».
Uno strazio sottolineato da Bertelli durante la presentazione del libro. «Mio figlio ha sofferto la mancanza di sensibilità e di presenza del padre, con una grande dignità, nonostante la sclerosi multipla - ha detto -. Nel biglietto che fu ritrovato nella sua tasca aveva motivato il suo gesto, dicendo che la sua vita ormai era finita e citando il rapporto con il padre. Non era un ragazzo viziato e superficiale. Non ho mai accettato certe descrizioni. Ed è per questo che ho voluto scrivere questo libro, per rimettere in ordine una vita di sofferenze terribili subite da questo ragazzo».
Francesca Bertolini conobbe Bernardo Bandettini quando entrambi frequentavano l'Università di Parma. «Era apprezzato da tutti, amici, colleghi e professori. Era estremamente generoso e sensibile - racconta la co-autrice del libro -. Con riserbo e pudore celava sicuramente traumi molto pesanti. Il suo sguardo era spesso turbato e provava a condividere le sue problematiche con i suoi coetanei. Dalle sue confidenze emergeva il rapporto problematico con il padre. Bernardo ha cercato tutta la vita un dialogo con suo padre e forse non l'ha mai trovato. Capivo che questa situazione gli creava tantissimi conflitti interiori. Tutti i momenti più problematici della sua vita sono stati legati alle scelte paterne».
Carla Bertelli, in 361 pagine intrise di dettagli inediti, corredati alla fine da numerose foto del giovane, ha voluto restituire un approfondito ricordo del figlio. Nel testo vi sono anche i contributi di chi aveva conosciuto il professionista. Il ricavato dalla vendita del volume sarà devoluto in beneficenza: finanzierà delle borse di studio su indicazione di Stefano Del Prato, docente dell'Università di Pisa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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