Italia
La protesta ha 2 volti c’è chi canta il disagio e chi appicca il fuoco
Gli studenti contestano il gelo: al Fascetti fanno un falò di carta al Marchesi cantano la parodia di “Andiamo a comandare”
PISA. Il gelo... aguzza l’inventiva? Non sempre. Ma la protesta degli studenti, che in questi giorni glaciali sono stati costretti a studiare in aule simili a frigoriferi, avanza. Non sempre allo stesso modo. Non sempre con gli stessi strumenti. C’è chi reagisce con simpatia, chi esagera con le proprie iniziative. È quel che è avvenuto ieri mattina in due scuole superiori della città. Al geometra Santoni la protesta è diventata una parodia di una delle canzoni più “gettonate” dai teenagers. Al Fascetti le sembianze di un atto vandalico. Entrambe le azioni sono finite - come accade spesso oggi tra i giovani - sui social network.
Fiamme al Fascetti. «C’è freddo? E noi ci scaldiamo col fuoco». Devono aver pensato questo gli studenti dell’Ipsia pisana. Tanto che hanno appiccato un bel falò, in un angolo della scuola, con la carta che era stata depositata nei contenitori della raccolta differenziata. Ma la fiammella iniziale è diventata ben presto un “focolare” e, la voglia di scaldarsi si è trasformata in preoccupazione per i danni che quelle fiamme avrebbero potuto provocare.
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Riscaldiamoci cantando. Nonostante il freddo glaciale degli ultimi giorni, agli studenti dell'istituto tecnico per geometri Santoni è salito "l'andare a studiare". È virale il video creato dagli alunni della classe 4i sulle note di "Andiamo a comandare" e postato sulla pagina Facebook ufficiale della scuola. La parodia della popolarissima canzone di Fabio Rovazzi, quattro volte disco di platino, è un modo originale e divertente per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul penoso stato in cui versa il complesso Concetto Marchesi, noto alle cronache cittadine per i numerosi problemi strutturali e di vivibilità. La curiosa iniziativa è stata sostenuta anche da tre docenti (Maurizio Antonelli, Marcella Polillo, Melania Boemio) che alla fine del video ballano il "movimento Rovazzi". Nonostante le difficoltà oggettive causate dall'edificio, ben note alle istituzioni, i ragazzi non si perdono d'animo e continuano a impegnarsi nello studio. «Il freddo è solo uno dei problemi vissuti nella scuola. Lunedì era praticamente impossibile rimanere in classe, specialmente all'ultimo piano. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è andata meglio - spiega l'insegnante Ilaria Vaglini -. I riscaldamenti sono stati accesi al massimo e in un'aula è saltato il pavimento in alcune parti». Il video non è nato per fare polemica, ci tiene a precisarlo Vaglini. «Per noi questi problemi non sono una novità. L'anno scorso i ragazzi hanno partecipato ad un progetto in collaborazione con PuntoRadio e hanno pensato bene di mettere in pratica quanto imparato per realizzare una comunicazione ironica e ad effetto - dice la professoressa -. Un escamotage per far arrivare il messaggio a più persone possibile e in maniera leggera, per parlare di un problema in chiave positiva. Anche perché da noi il clima è tranquillo e collaborativo, grazie al dirigente scolastico e a tutto il personale. Ci si sta bene. Lo dimostra anche l'altissimo numero di iscrizioni dell'anno scorso». Il video di un minuto e 20 secondi è stato registrato durante la ricreazione e postato sul social network verso l'ora di pranzo. In poche ora è stato visualizzato da oltre cinquemila persone. «Col cappotto e lo stivale andiamo a studiare, con il freddo nel locale andiamo a studiare, boccio o cerco di passare? Andiamo a studiare», cantano i ragazzi. Ed è già un successo. Chissà quanti altri progetti potrebbero nascere se l'edificio fosse più accogliente.
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